AVEZZANO – Domenica 9 dicembre alle ore 11 la Cooperativa Sociale Estia inaugurerà l’avvio della Comunità educativa Persefone, nella sede sita in Strada Provinciale Veranense snc, (località Orto Sereno) nel Comune di Cerchio.

La comunità avrà la finalità di accogliere ragazzi tra i 10 e i 18 anni di età, provenienti dal territorio cittadino e non, temporaneamente allontanati dalle famiglie, spesso in seguito ad un Provvedimento del Tribunale dei Minori; accoglie, inoltre, minori in accordo con le famiglie e i Servizi Sociali e Sanitari di riferimento, pertanto, la struttura, offre ospitalità sia residenziale che semi-residenziale diurna.

Lo scopo dei professionisti, fondatori della comunità (le dottoresse Irene De Vito, Federica Falso, Mariangela Lancia, psicologhe – psicoterapeute in formazione, dottoressa Elisa Almonte assistente sociale e l’avvocato Maria Rita Santucci) è terapeutico riabilitativo, gli operatori seguiranno i ragazzi in ogni fase del loro sviluppo cognitivo ed umano, compito estremamente delicato vista l’età adolescenziale degli ospiti.

In questo impegnativo percorso saranno affiancati da figure quali: volontari, tirocinanti universitari e giovani in Servizio Civile Nazionale. Saranno in oltre a disposizione i seguenti servizi sia per gli ospiti interni che esterni: psicoterapia individuale, gruppi di psicodramma analitico archetipo, gruppi tematici, gruppi Ama e Cef (gruppi ecologici familiari), sportello psicologico di ascolto, sostegno, formazione e prevenzione, sportello di consulenza legale, laboratorio di musica, teatroterapia, arteterapia e altri percorsi didattici.

Il compito della Comunità Persefone è senza dubbio arduo e al tempo stesso trasversale perché, nella possibilità di riconciliazione del singolo ragazzo con la propria vita, anche la famiglia di provenienza assisterà alla ricostruzione di quel nucleo famigliare a cui ogni genitore anela.


“Solo insieme possiamo raggiungere ciò che ciascuno di noi cerca di raggiungere” Karl Jaspers.

Sarà così soddisfatta l’esigenza nel nostro territorio di strutture qualificate atte a sostenere famiglie in difficoltà e riempire un vuoto, un’assenza, un disagio. Da tali lodevoli iniziative potremo avere la possibilità di guardare al futuro dei nostri figli e del nostro tessuto sociale con rinnovato ottimismo.