COMUNE NUOVO DI AVEZZANO. LA CORTE DEI CONTI SOSPENDE IL GIUDIZIO

 

AVEZZANO – Incompiuta Comune Nuovo di Avezzano, la Corte dei Conti sospende il giudizio contro coloro che sono ritenuti responsabili di aver male impiegato una grossa somma di denaro pubblico.

La vicenda è ben nota ed è quella dello scatolone di cemento realizzato in epoca Floris e che, per vari motivi, è costato alla comunità di Avezzano il doppio del previsto senza poter essere mai aperto ed utilizzato. Uno scatolone di cemento privo, a detta di inquirenti e periti, di alcun tipo di innovazione tecnologica e ambientale, nonché energetica, e che però è attualmente privo di ogni tipo di impianto ed inutilizzato, esposto ad intemperie e degrado.

Per questa vicenda la Procura della Repubblica mise sotto inchiesta, e poi sotto processo, l’ex assessore Vincenzo Ridolfi, ora consigliere di maggioranza del sindaco De Angelis, assolto in via definitiva con rito abbreviato e difeso dall’avvocato Roberto Verdecchia, nonché il capo dell’associazione di imprese Irim, Goffredo Mascitti, il tecnico comunale Massimo De Santis e il tecnico progettista, Paolo Santoro, condannati in primo grado ma che hanno ora in corso il secondo grado di giudizio.

Parallelamente al giudizio penale, però, la Corte dei Conti ha aperto un procedimento che vede coinvolti, oltre ai quattro nominati, anche l’ex sindaco Floris, con l’attuale Presidente del Consiglio comunale, Iride Cosimati, Ernesto Gallipoli e Maurizio Bianchini, quali ex amministratori, Marco Boleo, Domenico Mancini e Bruno Di Cola, anche loro come componenti dell’Amministrazione comunale dell’epoca, finalizzato al recupero della somma eventualmente impiegata male per la mancata realizzazione dell’edificio.

La Corte, però, ha sospeso il giudizio in attesa dell’esito del procedimento penale pendente in capo a Mascitti, De Santis e Santoro. Una volta concluso quell’iter, con le determinazioni anche tecniche del caso, il giudizio contabile riprenderà per chiarire se il gruppo degli ex amministratori, alcuni dei quali ancora in qualche modo in carica, debbano risarcire una somma milionaria o meno al Comune di Avezzano,  o meglio, ai cittadini di Avezzano.  Intanto lo scatolone di cemento giace nella zona nord di Avezzano con tutta la sua drammatica e maestosa inutilità.