NOMINA DEGLI SCRUTATORI. LA MINORANZA DI TRASACCO LASCIA LA COMMISSIONE ELETTORALE.

TRASACCO – Nomina degli scrutatori alle prossime elezioni, la minoranza al Comune di Trasacco lascia la Commissione Elettorale per il profondo dissenso sul metodo adottato. I consiglieri di minoranza, nelle settimane scorse, avevano chiesto di rivedere il metodo di selezione e di procedere al sorteggio, proposta lanciata in Commissione e pubblicamente e poi portata in Consiglio Comunale. L’Amministrazione, però, non ha tenuto conto di questa richiesta procedendo con la selezione secondo gli schemi predeterminati. Di fronte a questa chiusura, quindi, la rappresentante della minoranza in Commissione, la consigliera Silvana Salvi, ha disertato la seduta dello stesso organismo consiliare e inviato al Sindaco la seguente lettera:

«Con la presente la sottoscritta Silvana Salvi, in qualità di membro della commissione elettorale di questo Comune, di concerto con il proprio gruppo di minoranza espone quanto segue: Nella precedente riunione della commissione elettorale tenutasi in data 15.01.2018 è stata avanzata la proposta di procedere alla nomina degli scrutatori mediante sorteggio. Alla proposta verbale ha fatto seguito la richiesta per iscritto da parte del gruppo di minoranza senza riceverne alcuna risposta.
Inoltre si è riscontrata, in sede di consiglio comunale del 27.01.2018, la completa indisponibilità a voler discutere della proposta avanzata sia da parte della S.V. sia da parte dei Consiglieri di maggioranza affermando/ritenendo inaccettabile, ridicola ed illegale la nostra proposta.
Alla luce di quanto accaduto, abbiamo deciso di non avallare ulteriormente il vostro metodo di selezione degli scrutatori. Pertanto, con la presente dichiariamo di rinunciare alla nomina diretta delle unità a nostra disposizione e, di conseguenza, risulta abbastanza giustificata l’assenza della sottoscritta per la mancata partecipazione all’incontro fissato per il giorno 09/02/2017. Ovviamente, dichiara la propria disponibilità ad un futuro incontro, anche in data prossima , laddove la S.V. lo ritenga opportuno, al fine di concordare congiuntamente e serenamente una soluzione».

Una decisione che ha una sua gravità nel fatto stesso ma anche nella contestazione di una carenza di confronto, e quindi di metodo democratico, nel comportamento del Sindaco e della sua maggioranza che, denuncia la Salvi, non han voluto nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi di discutere la proposta dell’opposizione. Una discussione da prima Repubblica e di forma democratica ma, chi fa politica dovrebbe saperlo, in politica e nelle istituzioni, spesso la forma è anche sostanza.