“LA BELLEZZA DELLA LEGALITÁ AL LICEO “VITRUVIO”. LA LEGALITÁ PRIMA TUTELA DELLA LIBERTÁ

AVEZZANO – Giornata emozionante, importante e delicata, nel senso della delicatezza dell’anima, quella del 21 febbraio scorso per la comunità scolastica del liceo scientifico “Vitruvio” di Avezzano. Si è svolta, infatti, presso il Teatro dei Marsi la conferenza “La bellezza della Legalità” a cui sono intervenuti il Dirigente Scolastico, prof. Francesco Gizzi, l’assessore Felicia Mazzocchi in rappresentanza del Sindaco di Avezzano, Simmaco Perillo, fondatore della cooperativa “Al di là dei sogni”, il poeta e mediatore culturale Felix Adado e Benedetto Zoccola vicesindaco di Mondragone, imprenditore e attivista contro le mafie. Hanno partecipato, inoltre, due detenuti della Casa Circondariale di Avezzano che hanno sottolineato l’importanza del rispetto della legalità e l’importanza della cultura nella tutela della libertà.

È stata un’occasione di incontro con belle persone e l’opportunità per gli alunni dell’istituto avezzanese di conoscere una realtà di cui si parla poco o nulla: non ci riferiamo alla malavita organizzata, ma alle persone che in silenzio, ma con forza e a rischio della loro vita, ogni giorno dicono “NO” alla violenza, alla sopraffazione, al dominio dell’uomo sull’uomo.

Simmaco

Sul palco è salito Simmaco che racconta una storia, non di eroi, ma di un padre di famiglia che voleva con il suo lavoro donare una vita dignitosa a moglie e figli: lui è Alberto Varone, imprenditore. Si è rifiutato di assecondare le richieste della camorra. È stato ucciso la notte del 24 luglio 1991: «si doveva punire l’infame». Il silenzio delle istituzioni e della stampa ha avvolto la morte e la vita di Alberto, fino a quando la moglie, all’ennesima aggressione nei confronti dei figli, ha deciso di denunciare gli assassini. E per la famiglia Varone si apre una nuova pagina di dolore: è costretta a vivere in una località segreta e protetta, lontano dagli affetti e dai luoghi più cari: un nuovo strappo in anime già straziate.

Perillo racconta questa storia con l’amore e la passione di chi soffre accanto a chi soffre, di chi cerca di sognare anche per chi non sa o non può più farlo.

È un messaggio di speranza perché “il male si combatte con il bene”, come dice Felix Adado nella sua testimonianza: “sono stato profugo e clandestino, sono stato sfruttato e decisi di ribellarmi. Ero in strada, ma una persona buona mi ha accolto in casa sua e ho iniziato a vedere la luce. Ho cominciato a studiare…” ora è un poeta, un interprete e si interessa di immigrazione per facilitare l’integrazione: non esistono neri e bianchi, ma gli esseri umani, i creatori di vita (nella lingua del suo paese di origine, il Togo, essere umano significa, appunto, “creatore di vita”) e per la vita e per il rispetto di essa bisogna combattere tutti uniti.e un combattente disarmato è anche Benedetto Zoccola che vive sotto scorta perché nel mirino della camorra: da privato imprenditore prima, e da amministratore ora continua a denunciare i crimini della malavita: una testimonianza forte ma resa con la semplicità e l’umiltà di chi pensa di fare niente di più che il proprio dovere di uomo e di cittadino.

Tre belle persone, dunque, che alle manifestazioni di commossa ammirazione del pubblico hanno risposto con disarmante semplicità: “lo faresti anche tu”, una affermazione che per chi ha ascoltato si è trasformata in una assunzione di responsabilità.

Benedetto Zoccola

Le testimonianze di Giovanni e Gennaro, detenuti della Casa Circondariale di Avezzano.

Buongiorno a tutti, mi chiamo Giovanni e sono ospite della Casa Circondariale a custodia attenuata di Avezzano, e sono lieto ed onorato di potervi portare le mie esperienze. Scusatemi se leggo, ma l’emozione e l’importanza del tema affrontato mi hanno fatto ritenere che leggere possa aiutarmi a superare l’emozione di trovarmi qui…. Guardando voi ragazzi il primo consiglio che mi permetto di darvi è che la legalità porta sempre alla libertà. Posso raccontarvi che nell’illegalità non esiste futuro, a mie spese, sulla mia pelle ho provato quali sono le conseguenze di una vita sprezzante delle regole e dei limiti. Voi siete giovani e capisco benissimo quanta fatica costi rispettare tutte le regole che una vita vissuta nella legalità comporti; rispettare gli orari dati genitori, impegnarsi quotidianamente nello studio, avere rispetto e provare affetto verso chi e cosa ci circonda. Molto spesso, questi limiti non sono di facile lettura ed allo stesso tempo danno l’impressione di tarparci le ali, ma fidatevi non è così, anzi ogni parola ed ogni gesto, anche le punizioni, sono volte solo al vostro bene. Da parte mia posso raccontarvi quanto l’illegalità abbia avuto come conseguenza l’allontanamento da tutto ciò chela parola libertà significa. Immaginatevi come posso sentirmi lontano dagli affetti, dalle persone e dai luoghi che illuminano i miei pensieri ed il mio cuore. Ogni privazione, dalla più stupida come può essere la possibilità di telefonare quando voglio, alle volte che vorrei stringere i miei due bellissimi bambini e non lo posso fare, sono per me momenti che necessariamente devo organizzare e concordare con la direzione, immaginatevi quindi quanto duro sia il momento che sto affrontando. Cari ragazzi l’onore più grande per me è quello di potervi dare un consiglio, ascoltate i vostri genitori, interessatevi alle pagine che i vostri professori vi fanno sudare, ricordatevi che la vostra libertà inizia e finisce dove comincia quella di chi vi sta accanto. Sforzatevi di essere uomini, di prendervi le vostre responsabilità, soprattutto ricordatevi che siete il nostro futuro e dal vostro impegno nella legalità sono riposte la speranza ed il desiderio di essere tutti quanti liberi…
Vogliamo ringraziare la direzione dell’Istituto San Nicola, nella persona del nostro direttore: la dott.ssa Anna Angeletti per averci dato l’opportunità di essere qui tra voi nella speranza che le nostre parole possano essere un buon consiglio ed un augurio.
GRAZIE A TUTTI
GIOVANNI

Mi chiamo Gennaro e come avrete capito dal mio accento vengo anch’io da Napoli; ci tengo a ringraziare tutti i presenti e tutti coloro che ci hanno dato la possibilità di essere oggi qui come uomini liberi. Concordo con tutto quello che, prima di me, ha detto Giovanni, posso aggiungere che guardandovi, il primo pensiero venutomi è stato quello di quanto bella e fondamentale sia la libertà. Come una casa si costruisce dalle fondamenta, anche una vita deve partire da basi e valori solidi. La legalità deve essere quelle fondamenta, ascoltare chi ha più esperienza di voi dovrebbe essere, e lo spero con tutto il mio cuore, un consiglio ed un aiuto per il vostro futuro. Personalmente mi ritengo fortunato, perché nonostante la mia vita sia cominciata nella maniera più sbagliata, ho avuto la fortuna di conoscere persone che con la dedizione al loro lavoro, con la loro passione e il loro quotidiano impegno, mi hanno insegnato l’importanza della parola “Legalità”, infatti ad oggi penso che la parola legalità sia sinonimo di libertà, libertà di pensiero, libertà di agire e soprattutto libertà di amare. Concludo dicendovi che in ogni piccolo aspetto della vita sono presenti delle scelte, riflettete bene, quelle che in apparenza sono le vie più facili nascondono le insidie più grandi e dolorose. Voi giovani avete la vita come un foglio bianco davanti a voi, fate in modo che la legalità sia la penna con la quale scrivere un futuro degno di essere chiamato tale. Non vi dico che sarà tutto facile, anzi, serviranno rinunce, fatica, sudore e lacrime, spesso vi chiederete chi ve lo fa fare ma, fidatevi, alla fine di quel foglio le soddisfazioni saranno talmente grandi che le lacrime ci saranno, ma saranno quelle lacrime dolci della gioia. Con queste mie parole vi auguro di riuscire ad essere felici nella legalità, di trovare la gioia nelle piccole cose che sommate vi faranno grandi uomini e grandi donne.
Vi saluto e vi ringrazio
GENNARO

La poesia si apertura dell’intervento di Felix Adado

SENZA PECCATO
Gente
Persone
Esseri umani
Privi di anime
Per le nostre strade
E noi ci siamo abituati

Disperazione
Paura
Pazzia
Desolazione
Per la nostra vita
E noi ci siamo abituati

Nessuno
Ci darà peso
Perché non abbiamo potere

Nessuno
Ci chiamerà
Perché non sanno di noi

Gente
Anche noi
Persone
Anche noi
Essere
Però disumano
Sarà colui che non sa
Che nel fondo dell’estraneo
C’è un mondo da scoprire

Ingiustizia
Troppa ingiustizia
Sono oberato

Ripulitemi il cuore
Vorrei essere senza peccato

FELIX ADADO

Foto Roberta Placida