ANATRA ZOPPA. IL SINDACO DI AVEZZANO SI DIMETTE MA APRE LE CONSULTAZIONI PER RESTARE

di Pierluigi Palladini
AVEZZANO – «Resta con noi, signore, la sera – resta con noi che avremo la pace – resta con noi, non ci lasciar – la notte mai più scenderà!».
Iniziamo da qui. Il Sindaco di Avezzano si è dimesso, stavolta con tanto di lettera mostrata e sventolata pubblicamente (oddio per un paio di secondi ma comunque abbiamo la copia che mostriamo in foto) ma utilizzerà i venti giorni, prima dello scioglimento dell’Amministrazione con commissariamento e ritorno alle urne, per cercare coloro che «per alto senso di responsabilità e perché hanno capito che Avezzano è il cuore pulsante della Marsica, il motore propulsivo» decideranno di provare a dare vita ad una nuova maggioranza. Ma il Sindaco lo fa anche perché sul suo computer e nella segreteria in questi giorni, un mese dalla Sentenza del Consiglio di Stato circa, sono arrivate un mare di mail, che sembra sia rimasto l’unico mezzo per contattarlo, visto che per telefono e di persona è impossibile, nelle quali lo si implora a restare. Il primo cittadino dimissionario, insomma, sta cercando di non far cadere nel vuoto il grido di dolore che da ogni lato della Marsica risuona nell’aula consiliare di Avezzano.


Ad ogni modo la notizia è questa, benché relegata a conclusione di una lunga conferenza stampa su un progetto che riguarda piazza del Mercato, al momento ancora allo stato progettuale, per l’appunto. Dieci minuti, anche meno, per comunicare le dimissioni e dire però che se si trova con chi stare, si resta a governare (anche senza il trattore di Rovazzi).
Finale fra la freddezza dei cronisti e l’applauso disperato, e per certi versi disperante, di ex assessori, consiglieri uscenti e consiglieri superstiti. Ora si apre la seconda parte, i venti giorni di consultazioni che il Sindaco farà con i gruppi consiliari accompagnato dalla Presidente del Consiglio Comunale, Iride Cosimati, e dal fido capo di gabinetto, Claudio Paciotti, benché mero amministrativo. Noi non ci prestiamo al toto giunta, totoassessori e alle scommesse su chi è papabile in entrata e chi in uscita. Non ci piacciono questi giochi e già reputiamo poco seria la situazione, per come viene gestita, figurarsi se possiamo inserirci in questo giochino tanto squallido quanto inutile della caccia ai “conigli saltatori”. Fra questi ci saranno sicuramente i duri e puri di giugno 2017 che han giurato solennemente «Mai con De Angelis!» così come dall’altra parte, Sindaco in primis, al primo giuringiurella, pronunciarono a voce tonante, e più volte, «Mai con Di Pangrazio!». Vedremo quanti resteranno fedeli al loro impegno solenne.
Quel che facciamo, invece, sono i conti. Il Sindaco può contare su soli 9 consiglieri che con lui sono 10 ed ha bisogno almeno di quattro pedine da inserire. Ma i suoi consiglieri un giorno esprimono veti e condizioni e un altro danno mandato ad esplorare e, qualcuno, vedi Stirpe con Partecipazione Popolare o Alessandro Pierleoni col gruppo dei civici, si dice pronto a strappare o a dare battaglia se la nuova compagnia non sarà di gradimento. Noi, quindi, facciamo un bel conto semplice semplice. Il gruppo del Sindaco conta 9 unità. I 5 Stelle, con Pd e il gruppo Di Pangrazio, che sicuramente e coerentemente non tratteranno con il primo cittadino, arrivano a 8 elementi (Di Pangrazio, Boccia, Verdecchia, Di Berardino, Carpineta, Gallese, Babbo ed Eligi). Se La matematica non è stata riformata di recente, quindi, 9 sommato a 8 dà esattamente 17 che è notoriamente più di 12, ovvero la metà dei Consiglieri comunali in aula. Quindi, se si vuole chiarezza, se si vuole far presto, se si vuole ridare un’amministrazione forte a questa città, si firmino le dimissioni, si abbrevi l’arrivo del Commissario e si conti che è molto probabile che si possa anticipare il voto di regionali e persino di nuove politiche, il che comporterebbe un voto in tempi medio brevi anche per la nuova amministrazione comunale.
Si metterebbe così fine a questo clima da “Sfida all’Ok Corral” e si eviterebbe di usare sinonimi inappropriati come “per il bene della città”, ovvero restare seduti dove si è, “per responsabilità istituzionale” che più o meno suona come il napoleonico “Dio me l’ha data guai a chi me la tocca!”.


In questo panorama, è stato subito chiaro il consigliere del Movimento 5 Stelle, Francesco Eligi, che secondo il Sindaco di Avezzano, rappresenterebbe con il suo 40% un voto di… protesta: «Oggi, alla conferenza stampa del Sindaco De Angelis, dopo una lunghissima presentazione del progetto di ammodernamento della piazza del mercato, dal costo a mutuo di 570mila euro ed affidato allo Studio Tonelli di Avezzano, il primo cittadino ha rassegnato le sue dimissioni. Sono già girate in Città le – afferma Eligi – “infondate voci” di dimissioni! Oggi sarebbe bello capire se queste sono reali e definitive, oppure, in una sorta di “sindrome bipolare”, il Sindaco continui a tergiversare in attesa di non si sa bene quale evento. Se il Sindaco ha già trovato un accordo con una nuova compagine di Consiglieri Comunali disposti a sostenerlo, eviti allora questi teatrini; diversamente, ritengo che di tempo, dalla sentenza del Consiglio di Stato ad oggi, ne sia trascorso davvero troppo. Tenere in pugno il filo amministrativo a cui Avezzano è appeso forse può piacere al De Angelis – conclude Eligi -, ma la cosa sta prendendo un vizio amaro e paradossale».
Si troveranno 17 “irresponsabili” e che non hanno a cuore il bene della città e del territorio disposti a mollare e dimettersi? O prevarranno i “conigli saltatori”?