CONCLUSO IL CORSO DI POTATURA PROMOSSO DA CONFARTIGIANATO IMPRESE E ISTITUTO “SERPIERI” DI AVEZZANO

AVEZZANO I futuri potatori con il loro attestato appena conseguito

AVEZZANO – Potatura delle piante e degli alberi, dopo tanti vati, profeti, esperti, innovatori, insomma, la solita teoria di italiani che all’occorrenza sono Presidenti della Repubblica, Ct della Nazionale di Calcio,Presidenti del Consiglio, magistrati, sindaci, skipper di vela, esperti di microbiologia nucleare e in quest’occasione di botanica e potatura, finalmente questa città ha con certezza persone che hanno frequentato un corso e sanno coma si fa una potatura a regola d’arte. È arrivato a conclusione in questi giorni, infatti, l’apposito corso, il secondo in pochi mesi, per potatori organizzato da Confartigianato Imprese e Istituto Agrario “Serpieri” di Avezzano. Acquisizione di sicurezza e padronanza delle conoscenze e competenze: questo è stato lo slogan e il motivo conduttore del corso conclusosi con gioia e apprezzamento da parte dei numerosi partecipanti, di entrambi i sessi e anche di giovane età, tutti animati da una grande voglia di apprendere.

I corsisti hanno frequentato con interesse e curiosità le lezioni teoriche svoltesi in Confartigianato e, soprattutto, le lezioni tecnico pratiche presso la sede dell’Istituto agrario, mettendo a disposizione il frutteto dell’azienda agraria e il laboratorio di micropropagazione e riproduzione delle piante. Grande soddisfazione per la riuscita del corso è stata espressa dal Presidente di Confartigianato Lorenzo Angelone, dal Presidente ANAP-ANCOS Ulderico Di Meo e dalla Preside Paola Angeloni dell’Istituto Agrario di Avezzano.

Un riconoscimento particolare è andato da organizzatori e partecipanti agli istruttori del corso, la professoressa Maria Antonietta Milanese e l’Assistente Tecnico Lido Di Cioccio per la loro esperienza, per la semplicità e il fascino dei loro insegnamenti, per la voglia di trasmettere anche agli altri la loro passione per le piante.

Per gli alberi tramortiti di Vilal Torlonia, o quel che ne rimane, ormai è tardi. Per il futuro, grazie a questa iniziativa, c’è una speranza per tutelare il nostro patrimonio verde e quindi tornare, un domani, ad essere la Città Giardino delle guide turistiche degli anni ’70 e ’80.

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