LIBERTÀ DI PENSIERO E DI MANIFESTAZIONE. CONOSCERLI E RISPETTARLI ALLA BASE DELLA DIGNITÀ ISTITUZIONALE

di Pierluigi Palladini

AVEZZANO – La pagina di relazioni sindacali e del lavoro scritta oggi ad Avezzano è una macchia grave ad una delle libertà garantite dalla Costituzione, quella di manifestare e di esprimere il proprio pensiero. Quindi anche di dissentire.

Iniziamo da… domani, però. Amministratori e comunicatori del Comune di Avezzano sappiano una cosa. Marsicaweb non pubblicherà alcuna risposta o precisazione in merito a quanto accaduto al Castello Orsini che si differenzi dalle scuse rivolte ai dipendenti del Comune di Avezzano, alla Rsu del Comune e ai sindacati di categoria, ai quali, come giornalisti “cani da guardia della libertà e della democrazia”, diamo la nostra piena e convinta solidarietà. Soprattutto aspettiamo che si scusino anche con tutti i cittadini di Avezzano. Il non consentire una qualsivoglia espressione di pensiero, infatti, offende tutta una comunità.

E torniamo all’oggi. L’assemblea dei dipendenti del Comune di Avezzano era figlia di mesi di mugugni sotterranei, lamentele, velate proteste. Il “casus belli” è stata quella che noi chiamiamo la “Direttiva Fantozzi”, ovvero la disposizione del segretario generale del Comune nella quale si annunciano sanzioni e provvedimenti disciplinari per quei dipendenti che sui social si esprimano in modo critico e non consono nei confronti dell’Amministrazione intesa in ogni sua parte. Insomma, un problema di libertà di espressione. Insulti e falsità a parte, ogni cittadino è libero di esprimersi su qualsivoglia tema senza dover temere conseguenze per le sue opinioni. E allora, pur avendo dato per troppo tempo per scontato che tutti conoscessero questa parte della Costituzione Italiana, siamo costretti a ripubblicarla per rinfrescare la memoria a qualche smemorata “peculiare eccellenza” e a chi di competenza, sia politica, sia amministrativa.

Dalla Costituzione della Repubblica Italiana:

ART. 2.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

ART. 17.
I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

ART. 18.
I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

ART. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva
per l’indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

ART. 28.
I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.

Aveva ragione Benigni, è proprio la Costituzione più bella del mondo! Sarà perché generata dalla gente per la gente e per questo ogni tanto il Signorotto Politico di turno cerca di snaturarla. E bene abbiamo fatto fino ad ora a respingere tutti questi attacchi.

La Costituzione dice bene quali sono i diritti e i limiti della libertà ma sancisce un principio: la libertà di associarsi e di esprimere correttamente le proprie opinioni esiste. È la Democrazia Sostanziale, signori. Derogare da ciò è pericoloso e da combattere. Senza distinzioni di alcun tipo, senza se e senza ma.

Detto questo  non possiamo non sottolineare come sia la “Direttiva Fantozzi”, sia quanto avvenuto al Castello Orsini, ma anche certe decisioni prese in solitaria e le affermazioni, da nessuno smentite, in aula consiliare fatte dal consigliere Mario Babbo che ha parlato apertamente di decisioni punitive all’interno dell’Amministrazione comunale, ci fa allarmare e ci fa temere per il futuro. Questa Città ha tanti problemi e tutti serissimi. Ha bisogno di un Sindaco, di una Amministrazione e di collaborazione in serenità. Atteggiamenti da dittatori sudamericani anni ’70 possono destare, oltre alla condanna, anche un po’ di desolazione ma nulla più. In mancanza di un Sindaco, di un’Amministrazione che abbia un rapporto corretto e sereno con i suoi dipendenti e con i vari ambiti della Città meglio, molto meglio il Commissario Prefettizio che per ruolo deve tenere conto solo ed esclusivamente della legge.