RESTA CHIUSO IL CASTELLO DI DE ANGELIS. NIENTE ASSEMBLEA PER I DIPENDENTI DEL COMUNE DI AVEZZANO

di Pierluigi Palladini

AVEZZANO – È durato dieci secoli, è stato abolito poco più di duecento anni or sono per mano di Napoleone ma è tornato in un baleno. Il Feudalesimo rialza prepotentemente la testa. Lo fa ad Avezzano, poco distante dai Piani Palentini dove si svolse la battaglia fra Corradino di Svevia e Carlo I D’Angiò. Lo ha fatto in un castello. Anzi fuori.

Fuor di metafora, quel che è accaduto stamane ad Avezzano ha poco di moderno e sa molto di antico. Forse non proprio del medioevo, ma sicuramente riconducibile ad un atteggiamento vetero-padronale, tipo la Fiat di Valletta degli anni ’50 e ’60.

Alle 10, al Castello Orsini, come noto, era prevista l’assemblea dei dipendenti del Comune di Avezzano, fino alle 12, per discutere di varie tematiche fra cui la “Direttiva Fantozzi”, quella contro le critiche sui “social” da parte dei dipendenti minacciati di sanzioni e procedimenti disciplinari, trasferimenti e rivoluzioni nella pianta organica, ma anche di carichi di lavoro e altro ancora.

E questa mattina alle 10, i dipendenti del Comune, con la Rsu, ed i segretari provinciali e regionali dei sindacati di categoria, si sono presentati al Castello Orsini di Avezzano per partecipare all’attesa assemblea. Con sorpresa e stupore, però, si sono dovuti rendere conto che i cancelli erano chiusi, che nessun addetto era presente e che tutto faceva intendere che la situazione sarebbe rimasta così. All’arrivo degli altri dipendenti e dei dirigenti sindacali, quindi, effettivamente la situazione è rimasta così. A nulla sono valse poi le frettolose riparazioni con l’invio di un addetto ad aprire frettolosamente il maniero avezzanese. Si era persa un’ora delle due concesse, non c’erano le condizioni minime né di strumentazione né tanto meno di sicurezza per tenere una riunione del genere. Risultato assemblea rinviata, motivo una possibile attività antisindacale da parte dell’Amministrazione comunale. I dirigenti dei sindacati e al Rsu, quindi, sono andati in Comune ma qui, peraltro, pare si sia anche dovuto assistere al tentativo di addossare la colpa al solito, immancabile… maggiordomo che stavolta, però, aveva dalla sua testimonianze e difensori e, quindi, ognuno dovrà prendersi le sue responsabilità.

Durissima la reazione della Cgil Funzione Pubblica, che parla anche di possibili azioni legali e di responsabilità, che ha diffuso il comunicato che riportiamo di seguito a firma dei responsabili Francesco Marrelli ed Ezio Coletti: «Si sarebbe dovuta svolgere oggi l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici del Comune di Avezzano, ritualmente convocata nei tempi e nei modi previsti dal contratto nazionale di lavoro, chiedendo all’amministrazione comunale la disponibilità all’utilizzo di una sede congrua allo svolgimento dell’assise. A pochi minuti dall’inizio dell’assemblea sindacale i tanti lavoratori presenti, la RSU e la scrivente hanno dovuto constatare la chiusura dei cancelli dell’immobile, impedendo quindi lo svolgimento della stessa. Questa ultima circostanza riaccende i riflettori sull’assenza delle relazioni sindacali. Infatti non sfugga a nessuno quanto accaduto, non più di qualche giorno fa, sulla vicenda della direttiva n° 2 del 2018, rivolta a dirigenti e personale, che richiamava a un comportamento leale e corretto nei confronti dell’amministrazione, già censurata da Fp-Cgil provinciale e dalla RSU del Comune di Avezzano, che ne hanno chiesto l’immediato ritiro. A questo si aggiungano le diverse decisioni adottate in modo unilaterale su istituti contrattuali di interesse dei lavoratori che prevedono un’informativa preventiva alle RSU e alle organizzazioni sindacali, con il conseguente avvio della fase di concertazione e contrattazione. Nello specifico: riorganizzazione degli uffici comunali, turni di servizio per la Polizia Municipale, piano neve, trasparenza e rotazione dei dipendenti in ruoli apicali. In riferimento ad alcuni di questi argomenti la Fp-Cgil provinciale da tempo attende un riscontro alle proprie richieste di incontro. Torniamo a ribadire che le organizzazioni sindacali rappresentano gli interessi dei lavoratori e che leggi e contratti nazionali di lavoro riconoscono ad esse un ruolo di contrattazione che in nessun modo può essere offuscato o impedito. Le azioni che limitano l’esercizio e le prerogative dell’attività sindacale sono censurabili in base al dispositivo dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori. La scrivente, pertanto, adotterà tutti gli atti necessari al ripristino delle corrette relazioni sindacali in seno all’amministrazione del Comune di Avezzano. Tale ultima circostanza è la dimostrazione di chiusura e disattenzione nei confronti dei lavoratori che, in piena libertà, hanno deciso di aderire alla convocazione dell’assemblea sindacale, nel rispetto di un diritto riconosciuto dalla nostra carta costituzionale. Non vorremmo, infine, che nel rimbalzo delle responsabilità, che comunque fanno capo all’amministrazione, in merito alla mancata apertura della struttura deputata all’assemblea, si trovino giustificazioni tali da imputare ad altri le proprie negligenze».

Furiosa anche la reazione della Rsu che ha stigmatizzato quanto avvenuto e richiama le decisioni delle singole organizzazioni sindacali provinciali e regionali relativamente alla possibilità di ricorrere ad azioni legali. Questa la nota diffusa dalla Rsu del Comune di Avezzano: «La RSU del Comune di Avezzano esprime forte disappunto per l’increscioso disguido verificatosi stamattina, allorché i dipendenti che si erano recati al Castello Orsini per tenere l’assemblea sindacale programmata per le ore 10 e regolarmente autorizzata, hanno dovuto constatare che i cancelli esterni della struttura erano chiusi e che, anche dopo la tardiva apertura degli ingressi, la sala riunioni non era comunque tecnicamente allestita in modo idoneo a consentire lo svolgimento dell’assemblea.
Poiché nel frattempo diversi dipendenti avevano deciso di tornare sul posto di lavoro, e comunque la frettolosa apertura dei locali non dava certezze sulla sussistenza delle ottimali condizioni di sicurezza degli stessi, si è stabilito di rinviare l’incontro ad altra data.
Sono in corso, anche per il tramite delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, le valutazioni sulle iniziative da esperire a tutela del diritto di riunione dei lavoratori. In ogni caso la RSU convocherà a breve una nuova assemblea, auspicando che si sia trattato soltanto di un disguido organizzativo, destinato a non ripetersi».

In sintesi, il padrone del castello non ha aperto le porte al popolo, ma il popolo stavolta non ci sta. Quando si parla di azioni legali e di responsabilità, parlando più chiaramente e fuori dai denti, parliamo di possibili denunce per attività antisindacale in capo al Comune di Avezzano, dirigenti e parte politica, sia per le decisioni relative a trasferimenti, orari, carichi di lavoro e altro deciso in questi mesi unilateralmente, sia per la “Direttiva Fantozzi”, sia per il gravissimo fatto odierno. Denunce che, se saranno presentate, faranno anche luce sul come si è arrivati a tanto, con buona pace del buon nome della città.

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