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SPRECHI E TAGLI ALLA ASL DI AVEZZANO-SULMONA-L’AQUILA. TERMOSIFONI ACCESI, FINESTRE APERTE E SALTA IL SALARIO ACCESSORIO

RedazionediRedazione
18 Aprile 2018
inEconomia e Lavoro
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di Pierluigi Palladini

AVEZZANO – Asl dalle due facce, quella di Avezzano, Sulmona L’Aquila. E sono due facce ugualmente tristi seppur per motivi assolutamente opposti.

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Da una parte lo spreco dall’altra i taglio di retribuzioni. Ma andiamo per gradi. Alcuni cittadini che si sono recati in questi giorni al Distretto Sanitario di Avezzano, così come in altri uffici della Asl di Avezzano, ci hanno segnalato come la temperatura interna fosse “tropicale” visto che, al rialzo delle temperature esterne, non è corrisposto lo spegnimento del riscaldamento. Anzi, termosifoni a tutta e, ovviamente, finestre aperte.  E dire che questa Asl naviga fra debiti e difficoltà che non sono proprio leggerissime. Eppure, caldo da far crescere palme da datteri, cactus e banane.

A questa manica larga, però, non corrisponde eguale considerazione e generosità per i salari accessori, straordinari, incentivi e quant’altro, maturati dai dipendenti. A renderlo noto è la Cgil-Fp sanità che stigmatizza come, anche per il 2017, la Asl non pagherà questa pare di trattamento economico a causa dell’incapiemza, tradotto in italiano semplice “bambole non c’è una lira (euro)”, del fondo apposito. Insomma, da una parte si spreca e dall’altra si lesina. Di seguito il comunicato della Cgil e a concludere le immagini inviateci dai nostri lettori.

Una considerazione, però, ci deve essere consentita: ma il buon senso, il concetto di amministrare la cosa pubblica come farebbe il “buon padre di famiglia” come recita ormai anacronisticamente il codice civile, che fine hanno fatto?

«La FP CGIL della Provincia dell’Aquila torna a denunciare che nonostante il lavoro svolto
all’interno della ASL, al fine di continuare a garantire i servizi essenziali ai cittadini, i lavoratori e
le lavoratrici non si vedranno corrisposto, anche per l’annualità 2017, quanto dovuto a titolo di
salario accessorio (straordinari, indennità di turno, indennità festive e indennità notturne, ecc.) a
causa dell’incapienza del fondo per il trattamento accessorio. Risulta infatti che con disposizione della Direzione Generale è stato comunicato che a decorrere dal mese corrente non verranno più corrisposti i trattamenti accessori relativi all’anno 2017 . Tale nota arriva dopo le ripetute rassicurazioni sul contenimento della risorse per il lavoro straordinario che, a detta dell’amministrazione, era in netto calo.
La scrivente FP CGIL, nei mesi scorsi, aveva già provveduto ad inoltrare una nota di sollecito con
cui veniva diffidata la ASL al pagamento del trattamento accessorio relativo all’annualità 2016.
Pertanto sono ormai ben 2 anni che ai lavoratori non viene remunerato quanto dovuto per il lavoro
svolto. Siamo di nuovo alla beffa, mentre vengono richiesti sempre più sacrifici in termini di lavoro e
condizioni allo stremo, inesorabilmente vi è una contrazione salariale. La stessa FP CGIL nei vari incontri di contrattazione aveva ripetutamente chiesto alla ASL, per la corresponsione di quanto dovuto alle maestranze, di attingere per gli anni pregressi al bilancio dell’ente e nello specifico al fondo contenzioso. Contestualmente aveva chiesto un monitoraggio sull’andamento dello straordinario nei vari reparti e la certificazione dello straordinario svolto a partire dall’anno 2017. Di fatto ai lavoratori viene chiesto sempre più sacrificio al quale non corrisponde la giusta remunerazione, con condizioni di lavoro massacranti e un ricorso continuo a prestazioni di lavoro straordinario. Tali prestazioni infatti vengono  utilizzate all’interno della programmazione del turnoal fine di coprire le carenze di personale. È chiaro a tutti che quanto si sta generando è certamente imputabile ad una cronica carenza di personale ed all’utilizzo improprio del lavoro straordinario con ulteriore conseguenza relativa alla continua violazione delle norme sui riposi obbligatori per i lavoratori, il concreto rischio di demansionamento per il personale che deve garantire diverse attività anche non proprie della categoria di appartenenza, ed in ultimo, addirittura, il mancato pagamento delle prestazioni eseguite. La scrivente Organizzazione Sindacale, in assenza di azioni concrete volte alla risoluzione delle enormi problematiche comunicano, sin da ora, che attiverà ogni forma di protesta ed ogni iniziativa di lotta a difesa del diritto al lavoro ed alla giusta retribuzione del personale, attivando, se necessario, anche i ricorsi al Giudice del Lavoro».

Tags:AbruzzoAslAvezzanoCastel di SangroCgildebitidipendnetiDistreto sanitarioL'AquilaMarsicaOspedaleretribuzioniriscaldamentoSaitàsprecoSulmonataglitermosifoniutenti
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