“VILLAVALLELONGA DEVE USCIRE DAL PARCO CHE L’HA SEMPRE SNOBBATA”. LA LETTERA DI UN GRUPPO DI CITTADINI

VILLAVALLELONGA – Fuori o dentro il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e  Molise? A Villavallelonga continua a far discutere la proposta avanzata dal Sindaco per l’uscita dal Pnalm. Un gruppo di cittadini, favorevoli all’abbandono, ci scrive sostenendo che il Parco non ha mai valorizzato, anzi avrebbe sempre sottovalutato. il ruolo di Villavallelonga all’interno del Parco stesso.

«In qualità di cittadini residenti nel Comune di Villavallelonga, vogliamo esprimere il nostro disappunto in merito alla situazione che il nostro paese sta vivendo a causa della scarsa considerazione che il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise mostra nei confronti del nostro territorio.
Ci preme sottolineare che le nostre montagne hanno un valore inestimabile che va ben oltre i SOLI 50.000 euro annui che l’Ente Parco versava al nostro Comune. Tale somma, non solo, è irrisoria rispetto al valore del nostro territorio ma, non è nulla in confronto alla perdita del diritto di uso civico e non ci aiuta a risolvere il grave problema della disoccupazione giovanile con conseguente spopolamento che costringe molti giovani a recarsi altrove in cerca di occupazione.
Se a Villavallelonga esiste la faggeta più antica d’Europa, diventata patrimonio dell’UNESCO, non è certo grazie al Parco ma, ai CITTADINI DI VILLAVALLELONGA, che hanno sempre salvaguardato il loro territorio a differenza di quanto fa il Parco o chi per esso che non presta attenzione nemmeno all’apposizione di un minimo di segnaletica dignitosa degli itinerari turistici (foto n. 1 e foto n. 2 cartelli attaccati ai faggi con viti e lacci usati per le scarpe o tapparelle). La Faggeta si trova nel territorio di Villavallelonga ma i convegni vengono organizzati altrove. PERCHE’?
Il centro visita è chiuso da tempo poiché il parco non si è assunto la responsabilità di gestirlo direttamente anzi ne ha decretato la chiusura definitiva affidandone la gestione a cooperative che si sono rivelate inidonee.
L’area faunistica versa in uno stato di totale abbandono DA ANNI.
Per i lavori di ristrutturazione di quest’ultima, Il Parco e la Regione, hanno stanziato, rispettivamente € 89.000 ed € 100.000. A tal proposito notiamo delle dichiarazioni contrastanti pubblicate in due articoli da parte del Parco:
– nell’articolo “Il Parco è molto attento a Villavallelonga” del 25 Gennaio 2018, si afferma che “la realizzazione dei lavori potrà essere avviata solo dopo che il comune avrà effettuato la presa in possesso delle singole particelle, eventualmente anche attraverso espropri e non appena il Comune avrà ottenuto il possesso delle aree il parco potrà realizzare il progetto ”. Quindi qual è la procedura attraverso la quale il Comune dovrà acquisire la titolarità dell’area pubblica? Come si chiama se non esproprio?
Al contrario, nell’articolo “la posizione del parco su Villavallelonga” del 06 Aprile 2018 viene riportato che “E’ palesemente falsa l’affermazione rilasciata alla stampa dal sindaco
secondo cui il parco avrebbe imposto gli espropri”. Se l’Ente Parco non ha né chiesto né imposto nulla perché i lavori nell’area faunistica non sono ancora iniziati nonostante il contributo regionale risulti già erogato dal 2017?.
I pollai anti orso che sono stati tanto pubblicizzati, fanno parte del pacchetto progresso per Villalvallelonga? Oppure è un dovere del Parco risarcire i danni causati dalla fauna selvatica ai cittadini che allevano animali domestici?
Villavallelonga è stata dichiarata ripetutamente “il cuore del Parco” ma, le scolaresche, i turisti (qualora ce ne fossero), cosa vengono a visitare a Villavallelonga? Dove possono chiedere informazioni? Dove possono acquistare i souvenir del Parco?
Quante manifestazioni organizzate dal Parco si svolgono a Villavallelonga? NESSUNA. E perché?
Questa situazione esiste da sempre non solo da qualche anno.
Per quanto riguarda l’apposizione della sbarra, siamo assolutamente contrari.
I prati d’Angro sono proprietà privata e non dobbiamo e non vogliamo chiedere il permesso a nessuno per potervi accedere. Fanno parte della nostra tradizione, della nostra storia e della nostra cultura.
Non condividiamo affatto le affermazioni del Parco sulla necessità di chiudere la strada con l’apposizione della sbarra al fine della salvaguardia della natura. A quella ci abbiamo sempre pensato noi e continueremo a farlo senza vincoli, senza imposizioni e a titolo gratuito.
E’ doveroso, a tal proposito, fare riferimento alle allusioni dei consiglieri di minoranza, i quali, nell’ultimo consiglio comunale che si è tenuto il 05 Aprile 2018, hanno insinuato che l’amministrazione in carica rifiuta l’apposizione della sbarra per FACILITARE i furti di legna ed il bracconaggio!!! Ma scherziamo!! Non ci sembra di ricordare episodi del genere, almeno di recente!! Forse è il caso che alcune persone vadano a scavare nei meandri della loro memoria!
Fermo restando il pensiero personale di ciascun cittadino, non riteniamo giusto che venga infangata la reputazione del popolo villacchiano al fine di giustificare le proprie idee.
La gestione del nostro territorio da parte del Parco non ha portato ad alcun progresso che al contrario si riscontra in altri paesi (foto n. 3 a Villavallelonga solo la tabella all’inizio del paese). La stessa legge quadro n.394/1991 sulle aree protette nell’articolo 14 “iniziative per la promozione economica e sociale” recita che la Comunità del parco promuove le iniziative atte a favorire lo sviluppo economico e sociale delle collettività eventualmente residente all’interno del Parco e nei territori adiacenti e promuove lo sviluppo del turismo e
delle attività locali connesse. Una quota di tali attività deve consentire interventi diretti a favorire l’occupazione giovanile ed il volontariato”. A questo punto ci viene da pensare che forse Villavallelonga non fa parte del Parco dal momento che non è stato mai realizzato nulla nel nostro territorio da quando il Parco è stato istituito.
Infine ci chiediamo: “quanto riceve il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise per la salvaguardia della nostra fauna (life arctos) e della nostra flora (foresta vetusta)? E quanto restituisce al nostro territorio in termini di sviluppo economico e turistico?”»