CRISI COMUNALE. PAREGGIO SULLA SFIDUCIA ALLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. LA MAGGIORANZA NON ESISTE. CIVICI SQUAGLIATI. VINCE IL “COW’S MARKET”

di Roberta Placida

AVEZZANO – Un consiglio comunale al limite del grottesco quello che si è tenuto oggi: un’opposizione agguerrita e preparata dal punto di vista legale e procedurale ha ridotto al silenzio una maggioranza che, a nostro avviso, è apparsa abbastanza sprovveduta davanti alle argomentazioni stringenti presentate dai consiglieri di minoranza su diversi argomenti all’ordine del giorno. Una prima accesa arringa da parte dei consiglieri di opposizione, gli unici dotati, a quanto pare, visto l’assordante silenzio della maggioranza, di voce e della capacità di articolare parole e discorsi, sul 4° punto all’ordine.d.g. : “RATIFICA DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA COMUNALE N. 40 DEL 27/02/2018 AD OGGETTO: “ESERCIZIO 2018 – VARIAZIONE AL BILANCIO AI SENSI DELL’ART. 42, COMMA 4 DEL D.LGS. N. 267/2000 E. S. M. – VARIAZIONE AL PROGRAMMA OO.PP..” E N. 55 DEL 11.04.2018 AD OGGETTO: ”VARIAZIONE AL BILANCIO AI SENSI DELL’ART. 42, COMMA 4 DEL D.LGS. N. 267/2000 E S.M.. – RETTIFICA DELIBERA G.M. N. 40 DEL 27.02.2018.”, proposta dall’assessore al bilancio e che permetterebbe di investire circa 1.200.000 € in diversi interventi, quali: l’acquisto di arredi per la scuola Persia, la bonifica di un ampio sito nella zona industriale, la messa in sicurezza dei sistemi di informatizzazione del Comune e la realizzazione del campo in erba sintetica di Antrosano. Ora, quello che contestano i dissidenti, quelli veri, è che è stato quanto meno inopportuno mettere nello stesso calderone 4 provvedimenti diversi in ordine di importanza e urgenza: in sostanza la delibera, secondo Eligi, seguito da Boccia, e altri, andava “spacchettata”. Un secondo appunto, a nostro avviso molto più grave e che la dice lunga sul rispetto delle procedure da parte degli attuali amministratori, è stato mosso alla modalità di inserimento del punto stesso nella discussione odierna. Regolamento comunale alla mano, è stato messo in evidenza un vizio procedurale: l’art. 103, comma 5 recita “Tutte le proposte di deliberazione consiliare devono essere preventivamente esaminate in sede referente, redigente o consultiva da una commissione permanente.” Ma, ahinoi, le commissioni non sono state convocate dal presidente del Consiglio, impedendo, di fatto, il confronto, linfa vitale di ogni dibattito politico, integrazioni e nuove proposte.
È stato ribattuto che il comma successivo dello stesso articolo del Regolamento recita: “Il Presidente del Consiglio, in deroga a quanto previsto al precedente comma, d’intesa con la conferenza dei capigruppo consiliari, può stabilire quali provvedimenti possono essere sottoposti all’esame del Consiglio, senza preventiva istruttoria da parte delle commissioni consiliari”. Peccato che nella Conferenza dei capigruppo il punto non aveva ricevuto l’approvazione unanime.
A questo punto la segretaria generale, richiesta di esprimersi sulla legittimità dell’inserimento all’o.d.g. del suddetto punto, si è profusa in una lezione di lingua italiana citando il vocabolario Treccani sul significato della locuzione “d’intesa”: in sostanza lei ha affermato che “d’intesa” sarebbe sinonimo di “a maggioranza” e a sostegno della sua tesi ha citato non ben identificate sentenze. Ammesso pure che abbia avuto ragione, rimane il fatto che non si è accettato nuovamente il confronto e la partecipazione di tutte le parti coinvolte. Ammesso anche che si sia agito nella legalità, sicuramente non è stato opportuno. Comunque, noi siamo andati a cercare il significato della parola “intesa” sul vocabolario Treccani. Esso recita: “Accordo, per lo più (ma non necessariamente) segreto e riservato, fra due o più persone, enti, organismi: c’è stata un’i. fra loro; agire d’i., per tacita i.; i. programmatica, accordo sul programma comune da svolgere. Più genericam., accordo tra persone che si siano intese su un’azione da intraprendere, o che più semplicem. si siano ben intese tra loro: essere d’i. sul da farsi, sul come provvedere; ci vedremo domani, come d’i.; darsi l’i., accordarsi su ciò che si deve fare o non fare… Nello sport, coordinazione tra i componenti di una squadra nello svolgimento di una gara. Con sign. più particolari: a. Nel linguaggio politico, accordo fra stati, e anche, più concretamente, gli stati che sono uniti fra loro da un accordo; spesso, in precisi riferimenti storici, come nome proprio: l’Intesa o la Triplice I., quella stabilitasi (dal 1907-08) fra GranBretagna, Francia e Russia contro la Triplice Alleanza; l’I. balcanica, accordo politico stipulato nel 1934 fra Iugoslavia, Grecia, Romania e Turchia allo scopo di contrastare il revisionismo politico-territoriale della Bulgaria; la Piccola I., alleanza stipulata (1920-21) fra Cecoslovacchia, Iugoslavia e Romania allo scopo di opporsi a una restaurazione della potenza territoriale dell’Austria-Ungheria”. Lasciamo a voi ogni riflessione e ogni giudizio sull’azione amministrativa intrapresa.
Ovviamente, come era nelle previsioni, la delibera è stata approvata con il voto compatto favorevole di tutta la maggioranza: a quest’ultima la responsabilità di avere avallato un comportamento, se non illegittimo, quanto meno inopportuno.
Un altro punto in discussione è finito in sostanza con un pareggio: infatti, con  11 voti a favore e 11 contrari è stata respinta la mozione di sfiducia al presidente del Consiglio.
Ecco quanto affermato dal consigliere Eligi:  “Nel Consiglio Comunale di oggi, sui vari punti in ordine del giorno, la minoranza ha dato randellate ad una maggioranza incapace di alcuna reazione; lì, inerme a prendere schiaffi! O è stata troppo efficace l’azione della minoranza, oppure nessuno, tra Sindaco, Consiglieri, ed Assessori, ha avuto cuore di sostenere la bontà delle proprie idee. Forse l’ora di pranzo (dato che il Consiglio è stato ritardato di due ore e si è svolto tra le 12:00 e le 16:00), forse i primi caldi primaverili, e l’inerzia di questa giunta e di una maggioranza sempre più divisa è venuta fuori. Per usare una metafora calcistica, si può dire che la squadra di De Angelis è stata surclassata, ma in modo immeritato e assai fortunoso porta a casa uno 0-0. Con conteggi rocamboleschi, e per ben due volte, sia sulla variazione dell’odg che sulla mozione di sfiducia alla Presidente del Consiglio, la maggioranza è finita in parità di voti con la minoranza. Altre nubi, per di più, si intravedono all’orizzonte per De Angelis con i ricorsi al TAR dei suoi due Ex – Consiglieri esclusi (A. ed E. Cipollone). È evidente che l’amministrazione stia tirando avanti a campare, probabilmente in attesa dell’apertura dei ‘giochi’ e delle candidature per le Elezioni Regionali. Avezzano, quindi, usata solo come trampolino? Se poi la Città si schianta questo non tange! Dove sarà finito il tanto usato ed abusato ‘Bene Comune’?».

Un’ultima chicca: il sindaco, a fine Consiglio, aperto con l’annuncio della nuova giunta, ha annunciato una… nuova giunta.

Altro giro, altra corsa, sempre, ovviamente, per il bene della città.