LFOUNDRY DI AVEZZANO FERMA 120 CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO. SI GUARDA AVANTI MA AL CRISI NON SI ALLONTANA

Lo stabilimento LFoundry

AVEZZANO – Situazione LFoundry, segnali sempre di rischio dalla maggiore impresa della provincia dell’Aquila, tra le più importanti per dimensioni e caratteristiche dell’intero Abruzzo. Ad evidenziarlo i risultati dell’incontro svoltosi far Rsu e azienda e poi oggetto di confronto e riflessione da parte nella stessa Rsu. Si parla apertamente di fermo per 120 contratti interinali, a tempo determinato, e questo perché il lavoro stenta a crescere come dovrebbe. Un brutto segnale, anche se si cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno. LFoundry, ad ogni modo, deve risolvere la questione del livello di produttività, e questo perché in ballo ci sono 1600 posti di lavoro che la Marsica non è in grado di perdere. La scommessa vera, a dirla tutta, sarebbe esattamente quella opposta, ovvero ingrandirsi e aumentare il lavoro e l’occupazione.

Per capire nel dettaglio ciò che accade in LFoundry, vi proponiamo la chiarissima nota inviataci dalla Rsu di stabilimento: «Oggi la Direzione Aziendale ha convocato la RSU per aggiornamenti sulle proiezioni di loading del Fab nelle prossime 2 SETTIMANE.

Per le ww 19/20 è previsto un livello di movimentazione (Considerando come indicatori i MVS=moves) ancora al di sotto dei 2 Milioni (valore target per lo stabilimento), comunque in rialzo rispetto al minimo toccato nelle precedenti settimane.

Per il personale diretto (C/R) non saranno richieste ulteriori giornate di ferie oltre quelle già schedulate con il piano ferie in essere.

Per il personale indiretto sono state richieste ulteriori 3 giornate di ferie da fruire entro il 15 maggio.

Per il personale delle Agenzie, a tempo determinato, è previsto il fermo di circa 120 unità.

La RSU ha chiesto alla Direzione Aziendale di valutare l’utilizzo di strumenti alternativi alle ferie in caso di ulteriore protrarsi del calo produttivo.

Il prossimo incontro per aggiornamenti sul tema è previsto per il 9 maggio».

Per comprenderne il senso e la serietà non serve essere ministro del lavoro o tantomeno un raffinato economista.