“LA BALLATA DEGLI ESCLUSI: INCONTRANDO FABER” DOMANI SERA AL DE MARSI. UNA GOCCIA DI SPLENDORE TRA IL VOMITO DEI RESPINTI

di Roberta Placida

AVEZZANO – Domani sera alle 21, al Teatro dei Marsi, andranno in scena “gli Ultimi” con lo spettacolo “La Ballata degli Esclusi: incontrando Faber”. Lo spettacolo scritto e diretto da Antonello De Rosa con Vladimir Luxuria e prodotto da “Scena Teatro”, ha iniziato il suo tour a Salerno ed è ispirato al repertorio del cantautore genovese, il cantore degli ultimi, degli umili, degli oppressi, in una parola, degli esclusi.

Come abbiamo avuto già modo di osservare tempo fa recensendo il film “Il Principe libero”, la morte di Faber ci ha lasciato tutti un po’ orfani della sua poesia, della sua voce, della sua capacità di immergersi “tra il vomito dei respinti” per tirarne fuori una goccia di splendore. È, infatti, quella di Faber, una poetica della compassione e, nello stesso tempo, uno sguardo lucido e critico su una morale borghese e bigotta di cui destruttura e dissacra i principi, mostrandone le contraddizioni e le ipocrisie. I personaggi che popolano le canzoni di Fabrizio sono gli ultimi incontrati nei “quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi”, nei carruggi di Genova, tra le pagine di cronaca nera, sulla via della croce e sul Golgota e tutti, nella alchimia della parola potente e mai scontata, acquistano una nuova vita e una nuova dignità, fino a diventare fiori che nascono dal letame. È una autentica passione per gli ultimi che porta il cantautore quasi a identificarsi con loro, fino a riconoscere a se stesso “il marchio speciale di speciale disperazione”.

Nella conferenza stampa di presentazione del recital, tenutasi oggi pomeriggio presso il Bar Noà di Avezzano, Vladimir Luxuria ha bene messo in evidenza in specie questa caratteristica del poeta genovese, dicendo, con la sensibilità profonda e acuta di chi ha vissuto dolori forti sulla propria pelle e ha combattuto con tutte le sue forze per vedere appianate le differenze, che, in fondo, tutti qualche volta ci siamo sentiti esclusi, anche per i motivi più futili, per esempio perché «portavamo le scarpe da ginnastica e stavamo in un circolo in cui non erano ammesse».

Se ricordassimo quella sensazione di inadeguatezza, molto probabilmente eviteremmo di puntare il dito contro chi vive un disagio esistenziale perché è diverso da come la morale imperante o gli schemi precostituiti, dicono che si deve essere. «De André mi sta benissimo addosso – dice Luxuria che si dichiara “un’anima salva” – e io desideravo da tempo tornare sul palco. Con De Rosa c’è stata subito un’intesa immediata, è un regista che non ti lega, non ti imbavaglia, ti dà poche indicazioni ma mirate e giuste per emozionare il pubblico: è un regista che regala libertà agli attori in scena. Sono molto felice di lavorare con lui, sono pronta a combattere l’esclusione degli omossessuali dalla chiesa che è frutto di una visione egoista. Sant’Agostino disse “Ama e fa ciò che vuoi”».

De Rosa racconta con assoluta franchezza la genesi dell’opera ed è una storia di… esclusione, ma che è stata riscattata dalla potenza liberatoria dell’arte, della poesia di De Andrè e della serena genialità di De Rosa e di Pasquale Petrosino, compagno di De Rosa. Erano stati allontanati dalla Chiesa e allora hanno “inventato” un momento di preghiera cantata dedicato alla comunità Lgbt e ai divorziati: a tutti gli esclusi dalla comunità cattolica che non rinunciano a vivere la propria religiosità in una dimensione più libera e giusta che non preveda discriminazioni di genere.

L’opera nasce, quindi, anche dalla profonda esigenza di poter vivere la propria spiritualità. E, a proposito di spiritualità e di esclusi, è arrivata la nostra domanda: il principe degli esclusi e annunciatore di una nuova religiosità è proprio Gesù di Nazareth cantato da Faber nella “Buona novella”. Ha spazio nello spettacolo questo grande personaggio che accoglie lungo la cattiva strada prostitute, ladroni, assassini e pubblicani? Risponde Luxuria: «Ho “imparato” Gesù di Nazareth attraverso il Vangelo di De Andrè (la citazione del Vangelo di De Andrè è presa da Don Gallo, n.d.r.). Nello spettacolo canto il Pescatore in cui è facile vedere Gesù nel gesto di spezzare il pane e versare il vino per dare da mangiare e da bere ad un assassino. Non fa domande, non giudica e non aiuta il potere a prevaricare un escluso… lui, semplicemente “versò il vino e spezzò il pane per chi diceva ho sete e fame”».

Sul palco, la tribute band ufficiale di De André Volta La Carta. Lo spettacolo ha tutte le carte in regola per emozionare profondamente e saremo felici di sentir cantare ancora una volta che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

Biglietti disponibili nei punti vendita : “La Dolce Vita” via G.Marconi n.91 -Avezzano; “Piccolo Bar” Via America -Avezzano; “Caffè del Corso” via Regina Margherita -Capistrello.
Costo del biglietto: platea, € 15 ; galleria, € 10.
Produzione Scena Teatro, distribuzione PanDa management. Per l’Abruzzio la distribuzione è a cura di Tony Eventi con la Collaborazione di Abruzzo in Musica.
Beauty & Shine di Giovanna Di Marco, Capistrello (Aq) sarà Hairstylist della serata.
Info line: 3922710524; 3299233479.
Ph Edvige Russo
Biglietti disponibili su ticketone.it
L’ufficio stampa
Alessandra De Vita
T. +39 3888247790