COMUNE DI AVEZZANO. L’OPPOSIZIONE CHIEDE UN NUOVO CONSIGLIO PER CHIUDERE IL “CASO CIPOLLONE”

AVEZZANO – Comune di Avezzano, l’opposizione ha chiesto la convocazione di un Consiglio comunale straordinario per affrontare il cosiddetto “Caso Cipollone”.

Si tratta, in poche parole, della questione della mancata entrata in Consiglio comunale, post sentenza “Anatra Zoppa”, di Annalisa Cipollone, al posto di Francesco Paciotti, attualmente consigliere di maggioranza, nonostante il dispositivo del Tar ribadito dal Consiglio di Stato e la nota della Prefettura, inizialmente non resa nota ai consiglieri comunali, con la quale la Prefettura dell’Aquila stabiliva che la nuova proclamazione degli eletti doveva ripartire come se la prima non fosse stata mai fatta. In quel caso, quindi, considerate però le dimissioni di Emilio Cipollone che aveva scelto di fare il vice sindaco, fino al siluramento da parte del Sindaco con l’entrata in maggioranza degli ex nemici dell’Udc,  sarebbe dovuta entrare Annalisa Cipollone e uscire Francesco Paciotti.

AVEZZANO Annalisa Cipollone

I consiglieri dell’opposizione ricordano che questa linea, riportata nel ricorso al Tar della Cipollone, è stata accolta sia dalla Prefettura, che ne è stata la prima sostenitrice, che dal Ministero dell’Interno, chiamato in giudizio, e convenuto con l’Avvocatura dello Stato, che ha fatto propria questa tesi in favore della ricorrente. La stessa opposizione chiede che si ottemperi prima del 25 luglio prossimo in quanto il continuare a non ottemperare aumenta il danno alla città e alla ricorrente oltre ad andare incontro ad una nuova sentenza di condanna del Comune di Avezzano che dovrà pagare, o meglio i cittadini dovranno pagare, parcelle e spese legali.

La richiesta è stata depositata il 5 giugno e quindi il Consiglio dovrà tenersi da regolamento, entro il 25 giugno, ovvero un mese prima della sentenza del Tar. Il tutto, stando ai rumors da Palazzo di Città, solo per mero rispetto della legge perché in quanto a rapporti di forza la situazione sembrerebbe destinata a restare di 13 a 11 per la maggioranza. Salvo complicazioni.

P.L.P.