PRESENTATO A ROMA IL FESTIVAL DELLA PIANA DEL CAVALIERE – LA CULTURA PASSA DALL’ABRUZZO

di Claudio Di Giuseppe

ROMA – Si è svolta nella magnifica cornice di Palazzo Altemps, la presentazione del “Festival della Piana del cavaliere”.

Il Festival si svolgerà dal 9 al 22 Luglio allo scopo di promuovere e rilanciare l’Abruzzo nelle sue bellezze (geografiche, storiche, culturali); la zona di interesse è proprio la piana del Cavaliere. Con i suoi borghi e le sue chiese, la zona tra Pereto, Rocca di Botte e Oricola risulta essere un enclave di bellezza dal punto di vista storico e naturale, in una posizione molto favorevole (approssimativamente metà strada tra Roma e l’aquilano).

L’iniziativa, come detto nella conferenza di presentazione del 21 giugno, è la manifestazione selezionata per l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale. Una grande occasione per l’Abruzzo, iniziata però come spesso non accade più (purtroppo) da un privato, ovvero l’Ing. Stefano Calamani, CEO e Presidente della Aisico S.r.l., un’eccellenza nel settore della sicurezza stradale che opera nella nostra Marsica.

La conferenza è stata aperta dai saluti del Direttore del Museo Nazionale Romano, che ha ospitato la conferenza, dottoressa Daniela Porro. Primo intervento dell’Ing. Calamani che, innanzitutto, ha parlato del ruolo che l’industria privata può avere verso la società. È proprio il caso dell’Aisico, un’eccellenza internazionale che opera nella Piana da molti anni. Venuto a conoscenza di questa realtà, l’Aisico ha deciso di fare qualcosa per aiutare i piccoli centri e i piccoli borghi. Si è deciso così di fare un festival, rivolgendosi ai sindaci della zona e, grazie anche ad un patrocinio, dando vita a questa manifestazione, che si trova oggi al secondo anno. La formula della manifestazione è la seguente: si procede, da un lato per eventi musicali (e non) con figure nazionali ed internazionali, ed inoltre si porta avanti un progetto di Masterclass gratuita che al primo anno prevedeva 6 strumenti, al secondo 11.

È poi intervenuto il consigliere regionale Lorenzo Berardinetti, che ha sottolineato il grande amore dell’Ing. Calamani per il territorio, necessario per un Festival del genere. L’assessore ha evidenziato l’importanza (specie per il turismo) di distruggere il facile e sbagliato collegamento Abruzzo-Terremoto. «Proprio per questo, la giunta ha deliberato appositamente in questo periodo numerose leggi volte alla ri-valorizzazione di borghi ed eventi come il festival in questione».

A seguire è stata la volta dell’altro consigliere regionale marsicano, Maurizio Di Nicola, che ha ringraziato il forte affetto del Presidente di Aisico, definendolo un “mecenate illuminato”. Grazie a lui, ed a queste manifestazioni, si deve cancellare il pensiero dell’Abruzzo come terra dimenticata da Dio, terra disagiata. Ha  inoltre aggiunto che l’Abruzzo ha bisogno di infrastrutture (oltre che fisiche) intellettuali e di riscoprire quindi il suo capitale umano.

A chiudere gli interventi politici è stato il dott. Giacinto Sciò, Sindaco di Pereto, che ha definito l’Ing. Calamani “un Olivettiano, nella sua veste di imprenditore volto al sociale ed alla cultura”.  Ha poi evidenziato il voler dar seguito agli ottimi risultati raggiunti nell’anno precedente, poiché la zona ha delle grandi attrattive storico culturali nella zona del festival, come chiese cinquecentesche o il castello di Pereto dell’anno 1000. Infine un appello ad altri imprenditori illuminati, poiché (detto con l’amaro in bocca) le istituzioni non ce la fanno, ammette il primo cittadino.

Cpnferenza conclusa dalla dottoressa Anna Leonardi, direttore artistico del Festival, che ha aperto il suo intervento evidenziando l’importanza delle Masterclass, che richiamano l’attenzione di artisti giovanissimi, che si approcciano alla musica verso un vasto pubblico (magari per la prima volta), affiancati da maestri italiani e internazionali. La Leonardi ha poi illustrato qualche spettacolo principale della manifestazione, come “Pagliacci” di Leoncavallo, “Contrabbasso”, il “Forte trio” ovvero il trio nazionale del Kazakistan. Oltre a questi, la grande realtà dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese, il “Carmina Burana” e “l’orchestra notturna clandestina”. Tutto per valorizzare l’arte per il sociale, non solo per l’arte in sé. Un festival di dialogo per il mondo, made in Abruzzo.

Dopo la conferenza una piccola esibizione del Quintetto dell’accademia del Festival della Piana del Cavaliere, che sarà replicata durante la manifestazione a luglio, esperienza musicale assolutamente da non perdere.

Un progetto ambizioso che non si vede tutti i giorni, con buone aspettative sul riscontro per il territorio. Non resta che andare e scoprire come il mondo si riversa in Abruzzo, per aiutare una regione a rialzarsi definitivamente e crescere insieme, sempre di più.

A fine articolo il link al sito, per conoscere la manifestazione, leggere il calendario e decidere come seguire questa promettente manifestazione.

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Si ringrazia l’ufficio stampa del festival per il materiale fornito e Nadia Bergamaschi per le foto della conferenza.