UN CARDINALE ORIGINARIO DELLA MARSICA: CESARE BARONIO. TRA SAN FILIPPO NERI ED IL PAPATO MANCATO

di Americo Tangredi

AVEZZANO – La storia della Marsica è ricca di protagonisti che hanno impresse le loro gesta all’interno del grande libro della storia umana, uno di questi è il cardinal Cesare Baronio. Forse molti di voi ne hanno sentito parlare, specialmente chi è di Trasacco visto che è il paese originario della madre di Cesare. Ma in pochi sanno che il Baronio è stato il degno successore di San Filippo Neri alla guida dell’ordine dell’Oratorio e che fu uno degli uomini più eruditi della seconda metà del 1500.

Il futuro cardinale nacque a Sora il 31 ottobre dell’anno del Signore 1538, figlio unico di Camillo Baronio e della trasaccana e serva di Dio Porzia Febonia. Studiò a Veroli, Napoli e a Roma dove conseguì un dottorato in giurisprudenza. Nonostante la grande fede religiosa della famiglia, specialmente della madre Porzia, la sua scelta di entrare nella vita religiosa non fu accolta con molto piacere. Rimase folgorato dalla figura di Filippo Neri, il giullare di Dio e divenuto sacerdote rifiutando svariati onori ecclesiastici. Nella Reggia Marsicana – un’opera scritta dal vescovo Antonio Pietro Corsigniani di Celano- si legge: “Del gran padre della storia ecclesiastica ne occorre ora parlare: per si se S. Chiesa, e l’Italia ne vanno gloriose, con ispezialità in buona parte della gloria la nostra Nazion Marsicana può entrare”.

È vero, la frase del Corsignani è davvero incomprensibile, scritta in un italiano del ‘700 però ci fa capire come fosse importante questo personaggio agli occhi dei suoi contemporanei. L’aver frequentato da ragazzo la cerchia di Filippo Neri lo portò ad essere tra i più stretti collaboratori del santo della gioia. Era con Filippo quando papa Clemente VIII decise di accogliere la richiesta di perdono e la conversione del re di Francia Enrico IV. La scelta di sostenere la politica francese all’interno della cerchia vaticana gli costò, nel primo conclave del 1605 l’elezione a Pontefice: sarebbe diventato papa se non fosse stato per il veto del re di Spagna Filippo II che mal digeriva la pubblicazione del Tractatus de Monarchia Siciliae contro la presenza Spagnola in Sicilia fatta dal Baronio. Tra gli scritti più autorevoli di Cesare Baronio ricordiamo la Storia Ecclesiastica un trattato storico che va dalle origini della chiesa sino al 1198. Cesare morì nel 1607 nella sua cella posta nella chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma.

Nella Marsica odierna lo sguardo del cardinal Baronio lo si può ancora vedere, specialmente se ci si sofferma sotto l’imponente campanile della basilica dei Santi Cesidio e Rufino in Trasacco vicino all’ingresso delle donne, dov’è posta una piccola statua che ricorda questo grande personaggio della nostra storia.