DI MICCO A CAPO DELL’URBAN CENTER, CASA DI VETRO… OSCURATO. LE OPPOSIZIONI INSORGONO.

di Roberta Placida

AVEZZANO – Abbiamo ricevuto in redazione il comunicato dell’opposizione in merito al conferimento dell’incarico di Presidente dell’Urban Center a Rocco Di Micco. Fedeli al nostro modus operandi, prima di lasciarvi alla lettura integrale e alla conseguente riflessione su quanto affermato dagli estensori della nota, vogliamo dirvi la nostra a riguardo.

Nel “lontano” 5 febbraio 2018, con una conferenza stampa in pompa magna nella sala consiliare, venne annunciato dagli amministratori di allora (ricordiamo che il sindaco era lo stesso, ma l’assise civica era composta diversamente perché eravamo nel pre – anatra zoppa) che era stato costituito l’Urban Center cittadino e era stato individuato anche il presidente nella persona del Dott. Domenico Barbati. In quella sede vennero definiti anche gli scopi del nascente organismo. Queste le testuali parole che si possono ancora leggere nell’archivio del Comune di Avezzano:  “L’Urban Center sarà un luogo a disposizione di istituzioni, enti e cittadini per riflettere e confrontarsi sulle trasformazioni che investono la città. Il primo compito che l’Amministrazione comunale affiderà all’Urban Center –  punto di incontro delle Associazioni no profit e casa di tutti i civismi cittadini – è quello di discutere, elaborare e proporre qualsiasi progetto di trasformazione della città.  Progetti di restyling del centro storico, piani di mobilità urbana e isola pedonale, opere pubbliche di rilievo,  progetti di qualità urbana, piano regolatore generale: sono tutti argomenti che trovano nell’Urban Center la naturale Agorà che coinvolge la Città nella discussione delle piccole e grandi scelte che faranno la Città del futuro”. (cfr. https://www.comune.avezzano.aq.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_1842.html ). Bei propositi, su cui, purtroppo, non possiamo che fare dell’amara ironia. Dove è finito il confronto con le Associazioni, con i civismi cittadini, la discussione sulle piccole e grandi scelte che coinvolgono la città, tipo, per citare i temi più caldi di questi giorni, i progetti di restyling del centro storico, i piani di mobilità urbana e isola pedonale, quando si è trattato di avviare i lavori di Piazza Risorgimento, o quando è stato fatto l’affidamento dei lavori per la pista ciclabile, argomento che sta gettando la città in uno stato di tensione del tutti contro tutti, perché l’amministrazione è sorda a qualsiasi voce di dissenso o proposta alternativa? Dove è finito il confronto quando venne risposto a Ilio Leonio che proponeva di aspettare l’erogazione dei soldi del Masterplan prima di mettere a Palazzo ARSSA il comando dei Vigili Urbani, “La città l’amministro io”? Dove è finito il confronto in merito all’Università di Avezzano, visto che la città si è più volte espressa a favore del suo mantenimento e il Sindaco in più di un’occasione ha ribadito che avrebbe portato la questione in sede di Urban Center per far decidere la città, ignorando le voci che già si erano alzate? Cosa dobbiamo pensare? Che la conferenza stampa del 5 febbraio sia stata fatta giusto per… far vedere che almeno un punto del programma era stato mantenuto, ma che in quel momento non ci credevano nemmeno quelli che lo avevano proposto? Il Presidente nominato allora era… di vetro anche lui, ma non nel senso di trasparente come il sindaco ha definito l’Urban Center, ma fragile e pronto a infrangersi al cambiamento del vento? Secondo le dichiarazioni del sindaco, il presidente della casa di tutte le associazioni dovrebbe essere super partes: Barbati non era espressione di alcun partito, Di Micco, non solo è stato candidato con l’UDC, ma ha anche rivestito il ruolo di Assessore nel post- anatra zoppa. È così… super partes? Sicuramente la forma non è stata rispettata. Speriamo che la sostanza sia meglio.

Nel comunicato odierno giuntoci dallo staff del sindaco si legge: “L’UCA ha tra i suoi obiettivi quello di favorire la cittadinanza attiva, promuovendo la partecipazione dei cittadini alle scelte delle istituzioni e della società civile”. E ancora una volta non possiamo celare il nostro giudizio ironico: serviva la seconda ufficializzazione dell’Urban Center per creare dialogo? Fino a ieri i dissenzienti sono stati definiti maleducati e sono stati invitati ad andarsene. Dobbiamo pensare che certe esternazioni non ci saranno più perché l’UCA farà la magia di disporre all’ascolto gli attuali amministratori? Lo speriamo vivamente. Per ora restiamo in attesa attenta e vigile.

Di seguito il comunicato dell’opposizione. Buona riflessione a tutti!

«L’Urban center è di per sé una casa di vetro, è la casa più trasparente che si può creare in città perché accoglie tutte le associazioni che volontariamente vogliono coinvolgersi su argomenti specifici. Abbiamo inteso non dargli una caratterizzazione, come è stato fatto in altre parti d’Italia, perché avere la possibilità di intervenire trasversalmente su tutti gli argomenti lo riteniamo più funzionale al raggiungimento dello scopo che ci siamo prefissati».

«È chiaro che non si fa riferimento ai gettoni di presenza, quindi, a retribuzioni riguardanti la carica, ma ad un rimborso che, poi verrà in qualche maniera regolamentato dal regolamento attuativo perché questo è il regolamento istitutivo, quindi, c’è un secondo passaggio in cui la componente costituita dall’Urban center si darà delle regole all’interno».

«Sulla questione apolitica, ma abbiamo scritto chiaramente che il presidente non può avere cariche politiche, il presidente quando è di nomina di un sindaco, è espressione di una linea amministrativa più che politica, il presidente dell’Urban center sarà la persona che dovrà tenere la massima cura possibile ad essere una persona nella sua azione super partes perché ne va del condizionamento in danno all’Urban center un comportamento sbagliato e posizionato».

«L’altra cosa, apartitica, apolitica, glielo abbiamo detto e soprattutto fatto l’incarico del presidente viene svolto a titolo gratuito».

 

L’autore di queste dichiarazioni non è un membro dell’opposizione o uno delle centinaia di cittadini di Avezzano che qualcuno definisce maleducati invitandoli ad andare altrove. No, l’autore di queste dichiarazioni è il Sindaco di Avezzano Gabriele De Angelis, in sede di Consiglio comunale, in risposta alle osservazioni ed interrogazioni della nostra coalizione. Si tratta del Consiglio comunale del 23 giugno scorso, pagine 34 e 35 del verbale di seduta.

La scelta di Rocco Di Micco come presidente dell’Urban center pone alcune riflessioni. L’Urban center è stato istituito ma non costituito e non ci risulta siano state convocate o invitate le associazioni.

L’Urban center è stato posizionato nella ex scuola Montessori che però ha i suoi locali già occupati. Dove intende metterla questa “casa di vetro” De Angelis, nel ripostiglio? O forse nei servizi igienici? O creare una nuova struttura all’esterno della scuola Montessori?

Il Presidente dell’Urban center deve essere super partes. Beh, Rocco Di Micco è stato candidato nell’Udc, al tempo parte di questa coalizione, ma poi è diventato consigliere dell’Udc e poi assessore di De Angelis che l’ha dovuto sacrificare, con la ex assessora Mazzocchi, per far spazio a Silvagni e Di Stefano altrimenti sarebbe caduto. Super Partes, diciamo al sindaco e a Di Micco, non significa “stare con tutte le parti” ma “al di sopra delle parti”, e quindi non ci sembra una scelta coerente con l’istituzione.

Infine l’incarico sarebbe a titolo gratuito ma poi salta fuori un “rimborso spese” del tutto ingiustificato. Se è titolo gratuito non ci deve essere alcun tipo di remunerazione a carico della collettività. Altrimenti lo si dica chiaro: non appena l’Urban center sarà costituito, provvederà a disporre un emolumento per il Presidente che andrà a carico della collettività avezzanese. Cosa altro dobbiamo attenderci, quale altra “norma creativa” ci sarà propinata quando saranno elaborati i regolamenti attuativi dell’Urban center?

Noi diciamo che questa nomina descrive bene il modo di agire del sindaco e della sua amministrazione: dire cose e fare l’opposto. Ormai è abitudine risaputa, dai cittadini, dai commercianti, dalle associazioni e anche da settori della sua maggioranza o, meglio, da tanti che lo sostennero convintamente alle elezioni e che, nel corso di quest’anno, hanno dovuto ricredersi.

I consiglieri della coalizione Di Pangrazio

I consiglieri del Partito Democratico