CASO CIPOLLONE. ELIGI (M5S): «ESITO SCONTATO, COSTI DI GIUDIZIO PAGATI DAI CITTADINI». DI PANGRAZIO: «MAGGIORANZA AVVERTITA PIÙ VOLTE. ATTI DICHIARATI NULLI DAL TAR. ED ORA?»

Il Consiglio comunale di Avezzano ormai ridotto a circolo ricreativo dopolavoristico

AVEZZANO – Caso Annalisa Cipollone e sentenza del Tar, continuano a succedersi i commenti a questa vicenda che, di fatto, riapre le danze all’interno della maggioranza e dell’intero Consiglio comunale. La sentenza, come scritto ieri, ha estromesso dal Consiglio comunale di Avezzano Francesco Paciotti, fratello del capo di gabinetto del sindaco di Avezzano Claudio, e riammesso “ab initio” Annalisa Cipollone, eletta nella lista “Innovazione per Avezzano”, rimanda il nastro indietro all’agosto 2017, aprendo anche la possibilità a contenziosi costosissimi e dagli esiti incerti per l’Amministrazione comunale di Avezzano.

Francesco Eligi

A prendere la parola è Francesco Eligi, ex candidato sindaco ed attuale consigliere di opposizione del Movimento Cinque Stelle: «Le scelte assunte dal Sindaco De Angelis vengono smentite, ancora una volta, dall’intervento di un giudice chiamato a ripristinare la legalità. Ciò accade quando si antepongono gli interessi personali e di partito al rispetto delle leggi e della volontà dei cittadini – commenta Francesco Eligi, consigliere M5S, alla sentenza del Tar che ha riconosciuto ad Annalisa Cipollone il diritto di sedere in Consiglio al posto di Francesco Paciotti – . Il Sindaco ormai le sta provando tutte per mantenere il potere saldo nelle sue mani. Si va dai continui rimpasti di giunta, frutto della campagna acquisti fatta fra i consiglieri di opposizione, fino ad arrivare a dei veri e propri atti di prepotenza, come appunto l’illegittima proclamazione del consigliere Paciotti. Proclamazione mantenuta per tutto questo tempo nonostante le note inviate dal Prefetto che, come ribadito anche nella sentenza, invitavano la Presidente Cosimati al ripristino della legalità. La motivazione di tutto ciò è semplice, la Consigliera Cipollone – sostiene Eligi –  non mostrava le stesse garanzie di sudditanza che, evidentemente, sono state viste nell’ex consigliere Paciotti. Tutto ciò in un momento in cui anche un solo voto in Consiglio avrebbe fatto la differenza. Insomma, niente di nuovo rispetto ai giochi di poltrone già visti e rivisti ed in perfetta aderenza con quanto fatto dalla precedente amministrazione.

Grazie a questa avidità di potere però – prosegue il consigliere Cinquestelle – , il Comune si trova adesso in una situazione molto delicata. Le decisioni assunte da questa maggioranza con l’illegittima partecipazione dell’ex consigliere Paciotti, infatti, rischiano di essere a loro volta riconosciute illegittime esponendo così il Comune ad una serie di contenziosi, dei quali risponderanno economicamente tutti i cittadini. Da ultimo, va stigmatizzata la soddisfazione espressa dal Sindaco. Se tali dichiarazioni sono sincere e non l’ennesimo tentativo di buttare fumo negli occhi dei cittadini – incalza Eligi – , De Angelis deve allora spiegare alla collettività perché ha deciso di far costituire in giudizio il Comune per resistere alle pretese legittime avanzate dalla consigliera Cipollone. Oltre infatti ai possibili contenziosi a cui ha esposto il Comune – prosegue – , il Sindaco De Angelis ad oggi ha sprecato decine di migliaia di euro pubblici in spese legali. Questo costo già sostenuto da tutti noi per la questione dell’anatra zoppa (Tar prima e Consiglio di Stato poi) e per quest’ultimo giudizio. Vicende che un Amministratore serio ed attento agli interessi dei cittadini – conclude Francesco Eligi – mai avrebbe dovuto portare in Tribunale alla luce di un esito che è sempre stato certo e scontato».

Gianni Di Pangrazio

E dopo una giornata di riflessione, è arrivato forse il commento più atteso, quello dell’ex Sindaco Giovanni Di Pangrazio che con la sua coalizione più volte ha richiamato la maggioranza ad adempiere a questo atto, prefigurando irregolarità e illegittimità, oltre che un vulnus democratico non indifferente, e proposto dall’inizio un patto fra coalizioni su sicurezza, sanità, giustizia e lavoro: «Fatemi innanzitutto esprimere la mia solidarietà alla consigliera Cipollone per l’ingiusta estromissione dal Consiglio comunale per tutti questi mesi. Non posso non ricordare a tutti tre cose. De Angelis, utilizzando al meglio la sua capacità di girare la faccia a seconda dei casi, dà il benvenuto alla Cipollone dopo aver utilizzato risorse comunali per costituirsi in giudizio contro la sua riammissione in Consiglio. Una riammissione che era nelle cose. Questa è una sentenza – spiega Di Pangrazio – , politica a parte, scontata. La Cipollone è arrivata seconda e a lei spettava il posto dopo le dimissioni di Emilio Cipollone. Il secondo viene prima del terzo, non poteva che finire così. Tutto questo è avvenuto perché De Angelis ha voluto rifiutare la proposta fatta da me e dalla mia coalizione, già al momento della sentenza del Consiglio di Stato, tesa a fare un patto, un contratto, fra le due coalizioni, per realizzare punti vitali per Avezzano, come l’ospedale, il tribunale, il lavoro al nucleo industriale, la sicurezza delle scuole e quella dei cittadini verso i quali si sarebbe dovuto aumentare considerevolmente l’ascolto. Proposta avanzata – precisa l’ex Sindaco – , come nostro stile, alla luce del sole e ufficialmente, nel Consiglio comunale subito dopo la sentenza con a quale il Consiglio di Stato ristabilì la volontà popolare. Patto a quel tempo ancora possibile essendo entrambi candidati di espressione civica. Ma l’attuale sindaco l’ha rifiutato preferendo i metodi di una vecchia politica e mettendo in piedi il più grosso inciucio che la storia comunale di Avezzano ricordi. Tant’è vero che ora è ancora in carica perché sostenuto da chi, un anno fa, non l’ha voluto e non l’ha votato. Proprio in virtù della volontà di fare qualcosa per la città in ogni caso, il sottoscritto e la mia coalizione, ripetutamente abbiamo consigliato di procedere alla surroga con la Cipollone, proprio per evitare i problemi che emergono adesso con la sentenza del Tar. A chi si trova in posizione critica o di indecisione – conclude Giovanni Di Pangrazio – , voglio dire che questo nuovo capitolo, aprirà una fase nella quale sicuramente ripartirà anche la lotta alla poltrona. Si pensasse bene a ciò che si fa affinché la politica non diventi un affare personale ma sempre un servizio per la collettività, in questo caso della collettività degli avezzanesi».

P.L.P.