COMUNE DI AVEZZANO. CEGLIE (PD): «TRA ANATRE ZOPPE E TAR UN CAMBIO OGNI 40 GIORNI»

AVEZZANO – Anatra Zoppa, Tar, cambi di maggioranza, passaggi da una sponda all’altra dell’Assise consiliare, maggioranza che diventa opposizione e viceversa, consiglieri eletti tenuti fuori dal Consiglio e persone non elette tenute dentro il Consiglio. In questo panorama dettagliatamente confuso, interviene il Pd, con il segretario cittadino Ceglie, che evidenzia come si sia proceduto ad un cambio di amministrazione ogni 40 giorni, a decisioni prese con la presenza di non aventi diritto e quant’altro. Quindici mesi, dice Ceglie, di confusione e indeterminatezza.

Questa la nota del Pd: «Sembra esserci una maledizione che impedisce alla giunta di Avezzano di procedere senza cambi di casacca, di Consiglieri, Assessori e Vicesindaci. Mediamente, nei quindici mesi che sono passati dalle Comunali, c’è stato un cambio ogni 40 giorni. In alcuni casi è stato il Tribunale (Tar) o il Consiglio di Stato a riportare la Legalità per far fronte all’interpretazione della legge che oramai contraddistingue la vita Comunale.

La diagnosi è che nessuno risulta ferrato in Diritto mentre invece la prognosi prevede la certezza che nessun attore principale ci rimetterà di tasca propria. Saranno i cittadini ad essere chiamati al pagamento delle spese dei ricorsi persi. Il tutto aggravato da decisioni prese in giunta da persone che non avevano diritto a sedervi.

Giovanni Ceglie

La domanda oggi è: chi ha preso parte a decisioni di Giunta, Consiliari ed altro, occupando illegalmente il seggio Comunale, può operare scelte serene e immuni da influenze politiche di chi, proditoriamente, lo ha investito della carica o non è più realistico pensare che si sarà comportato da vassallo?

Ciò che però sorprende dopo questa terza bocciatura è l’assuefazione ai cambi di rotta: sul Vangelo, sulle inettitudini della Minoranza (che alla fine è arruolata in Maggioranza), sulla coerenza di taluni Consiglieri (che passano da un’alleanza all’altra oppure da una Lista qualunque ai tanto denigrati Partiti) ed infine su talune scelte strutturali non ottimali (come la pista ciclabile o lo spostamento del Mercato); tutti argomenti che dovrebbero indignarci e farci gridare allo scandalo. La risposta è che tutto ciò non avviene perché siamo nella Terza Repubblica, dove contano le chiacchiere più della sostanza».

Che arrivi, prima o poi, il tempo della chiarezza e, soprattutto, per tutti gli attori politici, destra, sinistra, civici, prima, seconda o terza repubblica, del rispetto verso tutti i cittadini?