NIENTE STIPENDI ALLA CASA DI CURA DI LORENZO DI AVEZZANO. LA DIREZIONE: «VITTIME DI UNA DECISIONE DELLA REGIONE»

AVEZZANO –  Niente stipendi ai dipendenti alla Casa di Cura Di Lorenzo che, stando a quanto sostenuto dalla direzione della clinica, si è vista comunicare una decurtazione di pagamenti dovuti, pari a quasi una mensilità intera di lavoro, per l’applicazione di una Delibera di Giunta Regionale che la clinica giudica in netto contrasto con tutte le norme nazionali e con la vigente Legge Regionale che disciplina l’attività delle strutture di ricovero pubbliche e private.

Questa la nota a firma del responsabile del personale della clinica avezzanese, Maurizio Gentile: «È impossibile ormai gestire i ricoveri, mi occupo personalmente dell’invio giornaliero dei flussi dei ricoveri alla ASL – afferma il dott. Maurizio Gentile, collaboratore della Direzione della Casa di Cura e Responsabile del Personale – e garantisco che è impossibile soddisfare le nuove condizioni di erogazione che la Regione, con la DGR 611 /2017 vorrebbe imporre. Praticamente pretendono che ogni giorno vengano operati pazienti di tutte le discipline, con l’aberrante risvolto che all’interno delle sale operatorie dovremmo mischiare pazienti con interventi cosi detti “sporchi” con quelli cosi detti “puliti. Dovremmo inoltre rinviare in continuazione ricoveri programmati per indisponibilità di posti letto che invece sono disponibili, autorizzati e perfettamente coperti dal personale necessario. Tutto ciò è in contrasto con le Leggi vigenti e con le regole di buona gestione di una struttura sanitaria. Essendoci rifiutati di creare continui disagi e di far correre rischi ai nostri pazienti, il risultato è che ci siamo visti decurtare ingenti somme di fatturato.

Maurizio Gentile

La Direzione della Casa di Cura sta valutando importanti azioni nei confronti della Pubblica Amministrazione che, con tale atteggiamento ingiustificatamente vessatorio, rende estremamente difficoltosa l’attività della struttura mettendo a rischio prestazioni per i pazienti e posti di lavoro, oltre a provocare l’ennesimo aumento di mobilità passiva a carico della Regione Abruzzo, perché i pazienti che non possono essere assistiti migrano verso altre Regioni nei cui confronti aumenta il già consistente debito della Regione Abruzzo.

Nulla sarà lasciato al caso – continua il Dott. Gentile – agiremo in tutte le più opportune sedi per ottenere il rispetto della legge ma soprattutto dei diritti degli erogatori sanitari, dei pazienti e dei lavoratori».

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