SIMONE CRISTICCHI AL TEATRO DEI MARSI. IL “MANUALE DI VOLO PER UOMO” FATTO DI BELLEZZA, POESIA E DELICATEZZA

AVEZZANO – Sulla felicità. La poesia e la delicatezza arrivano al Teatro dei Marsi, Simone Cristicchi, in un doppio appuntamento, 20 e 21 Novembre, porterà in scena lo spettacolo “Manuale di volo per uomo”. Come nelle corde dell’artista, il pubblico sarà introdotto nel racconto surreale di un personaggio fantastico e fantasioso. In realtà, “Manuale di volo per uomo”, dovrebbe rappresentare la risposta più semplice e delicata ad un mondo complicato, reso difficile dagli stessi esseri umani.

La follia, tema caro all’autore, continua ad essere un recinto nel quale arginare ogni “diverso”, ma in realtà nulla è più frustrante della nostra schematica normalità. La saggezza è forse il più grande inganno al quale ci hanno insegnato ad affidarci. Errore. In realtà la saggezza è una gabbia stretta e sporca che ci tiene prigionieri impedendoci di osare e di prendere il volo.

Cristicchi lo descrive bene quando, Raffaele (protagonista dello spettacolo) si lascia trasportare dalla bellezza delle piccole cose, dal possedimento immateriale del piacere, dal godimento intimo di percezioni leggere. La bellezza è l’altra faccia della felicità, che cerca di contrapporsi ad un pragmatismo del quale ormai siamo tutti intrisi. Abbiamo smesso di cercare la bellezza quando a scuola ci hanno insegnato le prime rudimentali nozioni di aritmetica, quando abbiamo capito che, addizionare e sottrarre erano due operazioni opposte che però potevano fare una enorme differenza e le abbiamo applicate alla nostra vita. Da quel momento il freddo calcolo ha fagocitato ogni emozione e la vita di ognuno di noi è proseguita addizionando e sottraendo persone, oggetti e teorie logiche.

Lo spettacolo di Cristicchi ci riporta alla felicità, alla bellezza che è sempre gratuita, impalpabile e persistente. Alla capacità di guardare con ogni strumento del nostro corpo. Crescere ed invecchiare dovrebbe essere la somma di tante bellezze percepite nel corso della nostra esistenza, la capacità di saper guardare il mondo attraverso un vetrino colorato, applicando la sensibilità come i polmoni utilizzano il respiro. Così facendo il “diverso” non esisterebbe più, ma ognuno diventerebbe un frammento impercettibile e al tempo stesso indispensabile a completare la bellezza di un universo che inizia e finisce dentro ognuno di noi.