AVEZZANO PERDE UN ALTRO PEZZO DELLA SUA STORIA E DEL CENTRO STORICO. CI HA LASCIATI RAFFAELE PETRIACHI IN ARTE “SUGHINO”

AVEZZANO – Uno strano destino ha unito la vita di Piazza Risorgimento e dei suoi elementi caratterizzanti a quella di uno dei personaggi di questa città, perennemente a caccia di identità e memoria, che vengono travolte periodicamente da eventi naturali e non, un vero simbolo del centro cittadino.

Raffaele Petriachi, “Sughino”

Raffaele Petriachi, in arte “Sughino”, come lo conosceva tutta la Marsica, e non esageriamo, ci ha lasciati questa mattina alle 5 a causa di un improvviso quanto forte malore. I funerali saranno celebrati domani, domenica 25 novembre, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Antrosano.

Insieme allo zio Corrado, circa 60 anni fa, provenienti dall’Umbria, approdarono ad Avezzano e aprirono nella centralissima via Corradini la “Pizzeria Corrado” che si impose subito in città. In pochi anni Raffaele perse il suo nome e divenne “Il Sughino” poi tramutato, dagli anni ’80 in “Sughino”. Soprannome diventato poi la denominazione della sua pizzeria ristorante, nella zona nord di Avezzano, anche quella impostasi in tutto il territorio e divenuta un punto di ritrovo per generazioni di ragazzi di Avezzano e della Marsica e anche per famiglie. Una sorta di base prediscoteca ante litteram, insomma.

Erano gli anni dell’edicola in piazza che stava SULLA piazza, della fontana che era una FONTANA e la pizzeria Corrado con Sughino sull’ingresso. Erano i simboli di quella città dove alle 18 una intera generazione di ragazzi invadeva Piazza Risorgimento e non lasciava scoperto un solo centimetro quadrato di pavimentazione in rudi sampietrini.

Il vociare, le “vasche”, e, ovviamente, il pezzo di pizza di “Sughino” in mano.

L’edicola è stata spostata, gli smartphone hanno preso il posto della piazza, la fontana è diventata un abbeveratoio per piccioni. Corrado ha rinnovato i locali, ma è sempre lì, e Sughino nel frattempo aveva tirato i remi in barca dopo una vita di lavoro ma in pizzeria ci passava spesso. Sempre sul suo scalino a salutare cordialmente amici e clienti e a discutere del suo altro grande amore dopo la famiglia e il lavoro: la Juventus.

Il destino, dicevamo all’inizio, ha deciso che spostata l’edicola, profanata la fontana e anche in parte piazza Risorgimento, che sarà ulteriormente modificata a breve, tolti gli alberi, spariti i ragazzi, anche l’ultimo simbolo dovesse sparire. Per farci sentire più soli e pieni di una malinconica nostalgia per i tempi andati. Ciao Sughì!