ARRESTATI IN AEROPORTO I GESTORI DEL BAR DI LUCO DEI MARSI CHIUSO DAL PREFETTO PER IL RIPETERSI DI VIOLENZE E REATI

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LUCO DEI MARSI – Marito e moglie, marocchino lui marsicana lei, arrestati dall’Anticrimine del Commissariato di Avezzano diretta del sostituto commissario Gaetano Del Treste, al rientro in Italia a causa di un cumulo di pene per reati vari, principalmente legati al mondo dello spaccio e degli stupefacenti.

Nella scorsa  notte, infatti, personale del Settore Anticrimine del Commissariato di Avezzano, unitamente al personale della Polizia di Frontiera di Roma-Ciampino,  ha proceduto all’arresto di due coniugi, entrambi di 35 anni e pluripregiudicati, di nazionalità marocchina l’uomo ed italiana la donna, colpiti da ordine di cattura per un provvedimento di cumulo di pene, latitanti dall’11 giugno scorso.

Entrambi i  provvedimenti di pene concorrenti sono stati  emessi dal Sostituto Procuratore presso la Procura Generale della Repubblica di Perugia, Dr. Carlo Razzi, che ha inflitto, all’uomo, la pena di 7 anni, 11 mesi e 17 giorni di reclusione, nonché il pagamento di una multa di 28.400 euro e la misura di sicurezza dell’espulsione dal territorio italiano, dopo aver scontato la condanna; mentre alla donna 5 anni, 8 mesi e 2 giorni di reclusione, oltre alla multa di 20.000 euro.

Il bar di Luco all’epoca della chiusura

I due sono stati rintracciati e fermati, appena rientrati in Italia con un volo proveniente dal Marocco, presso l’aeroporto di Ciampino. Lo straniero è noto alle forze dell’ordine e alle cronache marsicane per essersi reso colpevole di innumerevoli episodi di spaccio di sostanze stupefacenti e, soprattutto, per essere il referente di diversi sodalizi criminosi dediti allo spaccio locale. Condotta criminale che ha determinato, tra l‘altro, l’emissione del provvedimento di chiusura del bar di cui era titolare e che gestiva, in pieni centro di Luco dei Marsi, spesso al centro di episodi di violenza e anche di scontri fra immigrati e locali, dove l’uomo risiedeva con la moglie.

Si chiude in questo modo una pagina, durata oltre due anni, che ha fatto respirare a Luco odore di violenza e intolleranza fino a quel momento condizioni assolutamente lontane dall’ambiente del centro fucense.

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