LA TREGUA DEL NATALE 1914. UNA STORIA CHE OGGI CI DEVE INSEGNARE TANTO

MAGLIANO DEI MARSI – Ciò che oggi vi vogliamo raccontare in questo articolo narra una vicenda di umanità e di rispetto per l’altro: una storia, che in questi tempi così strani, ci può far solo che bene. Stiamo parlando della famosa tregua del Natale del 1914. Tutto iniziò in quella vigilia di Natale del ’14: la Grande Guerra era iniziata da qualche mese e già aveva mietuto molte vite, da entrambi gli schieramenti bellici. Ma qualcosa illuminò, se pur brevemente, quell’oscurità fatta di violenza e di morte: un gruppo di soldati britannici e prussiani, fecero tacere le armi così da poter festeggiare il Santo Natale. Tutto iniziò nel fronte occidentale, precisamente nella cittadina belga di Ypres – tristemente ricordata per le quattro battaglie e per l’uso spregiudicato del gas velenoso- quando i soldati, che erano dei semplici ragazzi, uscirono dalle trincee e si scambiarono doni e qualche umana chiacchierata. Inoltre, i soldati del Kaiser avevano addobbato le trincee con candele mentre intonavano canti natalizi, in più distribuivano rami di abete addobbati con candele. Britannici e Tedeschi si ritrovarono poi uniti in vari partite di calcio che avvaloravano in modo più sportivo tale tregua.

Su questo episodio abbiamo molte testimonianze, qui ne vogliamo riportare una del noto comico inglese Bruce Bairnsfather che fu protagonista di quella vicenda. Qualche anno dopo scrisse queste parole: “Non dimenticherò quello strano e unico giorno di Natale per niente al mondo… Notai un ufficiale tedesco, una specie di tenente credo, ed essendo io un po’ collezionista gli dissi che avevo perso la testa per alcuni dei suoi bottoni [della divisa]… Presi la mia tronchesina e, con pochi abili colpi, tagliai un paio dei suoi bottoni e me li misi in tasca”. Questa tregua, grazie al gelo che copriva l’odore di morte, permise ad entrambi gli schieramenti bellici di dare degna sepoltura ai soldati caduti.

La reazione dei mass media dell’epoca fu assai strana: da una parte si tentava di oscurare tale episodio mentre dall’altro si voleva favorire, in qualche modo, l’eroicità dei soldati. La stampa inglese, dopo un periodo di censura, fece uscire questa vicenda con foto e descrizioni: per la stampa tedesca fu un evento da censurare, anzi, i soldati che parteciparono a tale gesto di umanità furono considerati dei vigliacchi. Nell’Italia ancora non coinvolta nell’atrocità della Grande Guerra, la notizia, invece, venne accolta molto positivamente e riportata dai diversi quotidiani. Ad esempio, La Nazione di Firenze scrisse: “I tedeschi nella notte di Capodanno avevano ornato l’orlo della trincea di lampioncini multicolori e per tutta la notte cantammo, ora essi ora noi, le più gaie canzoni. All’alba potemmo anzi combinare una partita di football”.

La meraviglia di tale notizia venne tremendamente oscurata, in Italia, da alcuni fatti che coincisero con quel lieto evento: tra questi ci fu il devastante terremoto del 13 gennaio del 1915 che distrusse e sconvolse la nostra Marsica.