I SINDACI ABRUZZESI A TONINELLI: «NON RESTEREMO A GUARDARE. STIAMO TUTELANDO GLI INTERESSI DEI NOSTRI TERRITORI»

AUTOSTRADE Una protesta dei sindaci di quest'inverno

AVEZZANO – Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli non ci sta ad essere diventato oggetto delle critiche dei sindaci abruzzesi sul caro pedaggi autostradale.

MINISTRO Danilo Toninelli

Gli aumenti della tariffa su A24 e A25 dal 1 gennaio in un modo o in un altro dovranno essere scongiurati e il Ministro in una nota è laconico: «Mentre il Governo sta lavorando per sterilizzare gli aumenti dei pedaggi autostradali di inizio anno, è singolare assistere alle proteste dei sindaci di quei partiti che negli anni passati, mentre guidavano l’esecutivo, hanno consentito che i concessionari mettessero le mani nelle tasche degli italiani e hanno blindato quei contratti-regalo in favore dei prenditori di Stato».

«Si dimettessero se si vergognano di quanto hanno fatto i loro capi politici. Se la prendano con loro. Ora è facile, da sindaci, fare la parte dei difensori dei cittadini. Ma dove erano, in quale piazza, sotto quale Ministero quando i loro leader legavano le mani allo Stato e lasciavano gli utenti delle autostrade in balia dei gestori? Il Governo del cambiamento – conclude Toninelli – sta invertendo i rapporti di forza. Lo Stato torna a fare lo Stato».

Velia Nazzarro Sindaco di Carsoli

Non si fa attendere la risposta del Sindaco del Comune di Carsoli, Velia Nazzaro, che tramite una nota inviata alla stampa, commenta: «Ascoltare simili accuse da parte di un Ministro della Repubblica Italiana verso Sindaci e Amministratori che stanno semplicemente tutelando gli interessi dei propri territori, lo trovo veramente vergognoso. Abbiamo detto innumerevoli volte che la nostra è una battaglia di civiltà e non politica, nel nostro gruppo ci sono amministratori di ogni colore politico, eppure il Ministro Toninelli continua ad accusarci ingiustamente e a volerci “bollare” a tutti i costi come pedine politiche. Questo non è assolutamente giusto e soprattutto non è rispettoso per le istituzioni che rappresentiamo e per i cittadini che rappresentiamo. Al ministro voglio solo dire – continua il Sindaco – che noi non ci siamo mai permessi di chiedere le sue dimissioni né tanto meno gli abbiamo attribuito responsabilità che non ha. Oggi egli rappresenta il Ministero e, quindi, oggi egli deve trovare una soluzione ai problemi che rappresentiamo, indipendentemente da chi li ha creati. Anche a noi amministratori locali, capita tutti i giorni di dover trovare soluzioni a problemi che non abbiamo creato, eppure dobbiamo farlo per l’impegno che abbiamo assunto nei confronti dei cittadini. Pertanto – conclude – voglio dire al ministro che noi non abbiamo alcuna intenzione di dimetterci, noi siamo fieri di ciò che stiamo facendo e andremo avanti fino a quando ai nostri cittadini e ai nostri territori verranno date le giuste risposte».

Enzo Di Natale Sindaco di Aielli

Anche il Sindaco del Comune di Aielli, Enzo Di Natale, commenta il caro pedaggi: «È un aumento inaccettabile. Incrementare del 19% significa far pagare le cose vecchie e quelle nuove, sembra quasi un ricatto che Strada dei Parchi pone nei confronti del Governo per far approvare il famoso Piano Economico Finanziario. Il Governo, il Ministro Toninelli e tutti i Parlamentari abruzzesi – continua – a questo punto hanno l’obbligo di dover fare qualcosa. Non possiamo permetterci un amento del genere perché significherebbe mettere la parola “fine” ad ogni speranza di rinascita e di ripresa per il nostro territorio, che già sconta deficienze strutturali, conta problemi economici più difficili ad altre zone, soprattutto per i territori interni che non hanno possibilità di muoversi se non con l’autostrada. Sarebbe un duro colpo all’economia, a maggior ragione per tutti i lavoratori costretti a viaggiare e per gli autotrasportatori. Quindi quello che chiedo e che chiediamo – conclude Di Natale – è di fare qualcosa e di farlo subito. Continueremo la protesta e se non si dovesse arrivare a nessuna soluzione, la protesta si alzerà di livello e di certo non resteremo a guardare con le mani in mano».