REGIONALI 2019. CASO UDC. CEGLIE (PD): «CIPOLLONI CONTESTA AD ALTRI I SUOI STESSI PECCATI»

AVEZZANO – Il caso Udc, con la protesta di Lino Cipolloni, attuale vice sindaco di Avezzano, e Iride Cosimati, attuale Presidente del Consiglio comunale di Avezzano, stretti partner di De Angelis, che hanno sterilizzato le proprie candidature alle regionali per colpa dell’ingresso forzoso di candidati gerosolimiani nelle file Udc, provocano la reazione ironica e caustica del segretario del Pd di Avezzano Ceglie. Questi, infatti, ricorda il passaggio armi e bagagli, nottetempo, dalle file dell’opposizione di Gianni Di Pangrazio a quelle della maggioranza di De Angelis, senza troppi mal di pancia e soprattutto senza badare che lo stesso De Angelis, nella stessa nottata, aveva smesso la casacca civica, dopo aver indossato per oltre tre anni quella del centro sinistra come assessore proprio di Di Pangrazio, per indossare la maglia azzurra di Berlusconi. Insomma, secondo Ceglie, Cipolloni contesta ad altri quelli che, in realtà, sono suoi peccati originali. E pure stagionati, aggiungiamo noi.

PD AVEZZANO Giovanni Ceglie

Questa, comunque, la nota integrale di Giovanni Ceglie, segretario del Pd di Avezzano: «Si rimane esterrefatti nel vedere che alcuni candidati di notevole spessore ed esperienza politica si vogliano ritirare dall’agone politico delle Regionali pur avendo dichiarato di voler contribuire in maniera più efficace al bene dei concittadini. È il caso di due noti esponenti dell’Udc. Hanno presentato la candidatura con l’Udc-Dc-Idea nell’alleanza di Centro-Destra a sostegno di Marsilio, ma resisi conto della scomoda presenza nella stessa lista della moglie di Andrea Gerosolimo (ex della legislatura D’Alfonso) e Mario Olivieri (anche lui ex della legislatura D’Alfonso), si sono risentiti del cambio di casacca repentino, rispetto alla scorsa Amministrazione Regionale di questi ultimi, ed hanno chiesto la revoca della loro candidatura non credendo nella loro redenzione. In verità Gerosolimo e Olivieri si erano dimessi subito dopo il voto delle politiche del 4 marzo 2018 in modo da emendarsi dal marchio di collaboratori di Centro-Sinistra e presentarsi illibati al prossimo appuntamento. Mesi di purgatorio non sono bastati – ironizza Ceglie – a presentare la loro candidatura immacolata e pura con il Centro-Destra. Eppure esiste un precedente eccellente. Proprio tutti gli esponenti dell’Udc del Comune di Avezzano erano stati eletti con l’alleanza di Centro-Sinistra ma non avevano indugiato a fare il salto della quaglia, poco dopo, quando il Tribunale ha sancito la vittoria, nel 2017 al secondo turno con il metodo di un altro volatile (Anatra Zoppa), del sindaco presentatosi come civilista e disvelatosi poi di Forza Italia. La coscienza in quel caso non si era scandalizzata nel collaborare con i rivali di elezione al primo turno. Oggi la coscienza dice loro che non si può collaborare con transfughi da soltanto un anno. Ne devono passare almeno due – conclude provocatorio il segretario del Pd avezzanese – come successo con l’ex assessore della giunta di Centro-Sinistra puoi diventato sindaco di Centro-Destra di Avezzano. Insomma la penitenza deve essere di almeno due anni. Peccato che il Tribunale abbia rigettato la loro istanza di revoca delle candidature, adesso chissà che sofferenza – Giovanni Ceglie – Segretario Pd di Avezzano».