AVEZZANO – È considerato uno dei peggiori incubi per ogni sindaco d’Italia. Perché rischia di erodere il consenso rapidamente, senza che il politico possa avere un numero sufficiente di mezzi per contrattaccare adeguatamente, anche se il nostro sindaco non è che si debba sforzare molto per annullare i consensi ottenuti in campagna elettorale.

Stiamo parlando della complicata e ansiogena scelta, che ogni primo cittadino deve compiere, quando si tratta di assegnare ad un’azienda del settore un cantiere stradale (quando ovviamente si tratta di opere che non prevedono, per legge, le gare d’appalto) oppure quando sono le stesse gare d’appalto che poi vengono subappaltate.

Ad Avezzano esiste un’area transennata, tra Corso della Libertà e Via Trieste, ossia un pezzetto di circa 100 metri di via Corradini che rappresenta una piccola vergogna nostrana. Quel punto della nostra città è molto importante, perché corrisponde da un lato all’ingresso di Corso della Libertà che conduce fino alla stazione e dall’altro si scende per tornare verso Piazza della Repubblica, tra l’altro quartier generale del comandante.

Un disagio notevole, soprattutto per i clienti, che sono costretti a fare un giro enorme per recarsi nei negozi nascosti dal reticolato. Sono due gli aspetti che rendono questa vicenda inaccettabile. Il cantiere dovrebbe terminare il 30 giugno 2019, dopo 90 giorni di lavori. Interventi infrastrutturali connessi all’attuazione della seconda parte di riqualificazione di Piazza Risorgimento, per un totale di oltre 300 mila euro.

Dopo 15 giorni il cantiere risulta fermo. Pare ci siano problemi con le forniture. Problemi che, però, non possono assolutamente ricadere sui cittadini. Che pagano una quantità di tasse così alta da pretendere la consegna un giorno prima del termine, oppure i cantieri si attivino quando tutto il materiale è pronto per evitare il più possibile disagi ai cittadini e ai commercianti della zona interessata.

Il secondo punto, inaccettabile, è che, nonostante un ritardo semplicemente vergognoso, aprire un cantiere nel bel mezzo delle festività, con il dissenso di una categoria intera e in 15 giorni aver solamente tolto i sampietrini, alle dieci e mezzo del mattino, con un bel sole in cielo, erano presenti solo tre operai. L’augurio di tutti i cittadini è che il Comandante alzi la cornetta e chiami la ditta che sta facendo questi lavori. E ricordi loro come i contratti si rispettino. E con essi i termini previsti. Perché gli eventuali ritardi sono, semplicemente, inaccettabili.

Ancora una volta dobbiamo ravvisare la mancanza di esperienza ed un errore sia tecnico che di valutazione di chi ha commissionato i lavori e di chi li sta eseguendo.