DAL GIOVENCO ALLA VALLE SUBEQUANA…IN NOME DI SANTA GEMMA: TRADIZIONALE INCONTRO L’11 MAGGIO A GORIANO

SAN SEBASTIANO DEI MARSI – Una secolare tradizione si ripeterà anche quest’anno: una giovane partirà dal paese del Giovenco, San Sebastiano dei Marsi, l’11 maggio prossimo, alla volta di Goriano Sicoli, facendo lo stesso percorso che fece Santa Gemma. Perché proprio all’insegna della Santa Pastorella, nata nel paesino del Giovenco e vissuta e morta in quello Subequano, che si rinnova il pellegrinaggio. Nelle vesti della Santa, quest’anno ci sarà Ludovica D’Onofrio, 17 anni, di Montesilvano (PE), studentessa del terzo anno di Scienze Umane nel Liceo Marconi di Pescara, con origini materne di San Sebastiano dei Marsi (nonno Tonino) che, con al seguito la comunità del suo paese raggiungerà Goriano.

Ludovica D’Onofrio

La ragazza nelle vesti di Santa Gemma

Intanto a Goriano la popolazione è tutta pronta ad accogliere la “deputatrice” che viene dalla Marsica. Quando il corteo scenderà verso l’edicola votiva, posta ai piedi del paese (ore 12) ci sarà l’incontro, con la fusione tra i due popoli. Mentre, ad attendere sulla scalinata della Casa di Santa Gemma, è pronta la “comare” di Goriano che accoglierà la ragazza nelle vesti della Santa, per ospitarla. Un legame che diverrà indissolubile, tra la ragazza e la comare, nel segno di Santa Gemma e che durerà per tutta la vita.

I festeggiamenti, a Goriano Sicoli, andranno avanti per tre giorni (11-12-13)

foto: procuratrice del 2018, Manuele Di Vito

BREVI CENNI STORICI

Santa Gemma nacque intorno all’anno 1375 a San Sebastiano di Bisegna, in Abruzzo. I suoi genitori, di povera condizione sociale e dediti soprattutto alla pastorizia, per migliorare il loro tenore di vita, pensarono di trasferirsi a Goriano Sicoli, nell’odierna provincia dell’Aquila. La fanciulla per causa di un’epidemia rimase orfana di entrambi i genitori. Lei comunque non si scoraggiò e protetta dalla comare continuò ad accudire il suo piccolo gregge, conducendo una vita tutta lavoro e preghiera. Secondo altre fonti invece Santa Gemma si trasferì a Goriano accolta dalla comare solo dopo la morte dei genitori. La storia del suo arrivo nel piccolo paese della Valle Subequana è alla base del pellegrinaggio che gli abitanti di San Sebastiano compiono l’11 Maggio di ogni anno proprio a Goriano Sicoli. La casa della comare (nella quale abitò anche Santa Gemma) oggi ospita la confraternita a Lei dedicata. La sua straordinaria bellezza invaghì il conte Ruggero di Celano. La pastorella però reagì, costringendo il nobile a pentirsi del suo comportamento. Colpito da tanta determinazione, il conte ordinò che si costruisse una comoda stanza adiacente alla chiesa di San Giovanni , affinché la fanciulla potesse vivere più degnamente e dedicarsi alle preghiere. Da quell’epoca la fanciulla condusse una vita ascetica, dedicandosi allo studio della Bibbia e prodigandosi nell’ assistenza spirituale nei confronti di tanta gente che a lei ricorreva. Secondo altre fonti invece la pastorella visse per 42 anni in clausura assoluta proprio a Goriano Sicoli, appartenente alla Diocesi di Sulmona. Morì il 13 Maggio 1439. Subito dopo la morte cominciarono a verificarsi numerosi miracoli. Gli abitanti di Goriano allora indussero il vescovo di Sulmona a far riesumare al sua salma che risultò completamente intatta. I gorianesi allora fecero costruire un’urna in legno ed il suo corpo venne collocato sotto l’altare maggiore della chiesa di San Giovanni (poi intitolata a Santa Gemma).

Secondo altri l’anno della morte è più probabile che sia il 1426 in virtù del fatto che Corsignani, vescovo di Venosa, in un’opera, riporta di una visita del Vescovo Benedetto Guidalotti alla tomba di S. Gemma l’anno successivo alla morte; Guidalotti fu Vescovo di Valva-Sulmona nel 1426/27 e morì nel 1429, quindi l’anno della morte 1439 appare impropabile.

Tanti furono i miracoli che si verificarono in diversi luoghi d’Abruzzo, regolarmente annotati nel registro parrocchiale di Goriano e riconosciuti dalle autorità ecclesiastiche, per cui fu innalzata presto agli onori degli altari. Il culto è approvato dal 1890. La Santa è venerata non solo in Abruzzo, ma anche nelle tante comunità di abruzzesi sparse per il mondo. (fonte: SANTIEBEATI)