VIOLENZA SULLE DONNE. A CONFRONTO A ROMA LA LEGGE DEL LAZIO E L’INIZIATIVA MARSICANA DELLA CASA DELLE DONNE

ROMA – Il 9 maggio presso la Casa Internazionale delle donne si è tenuto un incontro conoscitivo sulla legge regionale antiviolenza del Lazio come buona prassi a livello nazionale.

Valeria Mancini

L’incontro organizzato da Oria Gargano, Presidente di “Befree”, e Valeria Mancini, assessore del Comune di Aielli e promotrice del Piano di sostegno alla Casa delle Donne nella Marsica, ha visto la partecipazione tra gli altri di Vincenzo Giovagnorio, Sindaco di Tagliacozzo, Antonietta Dominici, presidente commissione pari opportunità e consigliera del Comune di Avezzano, e Valentina Angelucci, assessore del Comune di Luco.

Interlocutore invitato per la Regione Abruzzo è stato Giovanni Legnini, attualmente capogruppo di opposizione in Regione, già Vice Presidente del Csm, e quindi persona dal profilo autorevolissimo in tema di legislazione, che ha avuto un confronto costruttivo con Marta Bonafoni e Cecilia D’Elia, per la Regione Lazio.

Commenta così l’assessore di Aielli Valeria Mancini: «Il piano di sostegno, che ad oggi interessa 14 comuni marsicani ed è seguito da operatrici straordinarie come Daniela Senese, Marielisa Serone e Anna Paolini, non ha solo un ambito di azione locale ma aspira ad essere una buona prassi da diffondere e pubblicizzare. Il fatto che parta da Aielli e dalla Marsica non può che farci onore perché dimostra quanta sensibilità e quanta apertura mentale possieda la nuova classe politica marsicana.

La conoscenza del territorio e la difficoltà dell’applicazione concreta di pratiche di prevenzione del femminicidio, ha portato operatori antiviolenza ed amministratori locali ad interrogarsi sulla necessità di rivedere la legge regionale antiviolenza della regione Abruzzo, magari mutuando tutte le pratiche esperite dalla Bonafoni e dalla D’Elia nella costruzione del testo normativo della Regione Lazio.

A breve partiranno iniziative importanti ed inclusive come un workshop con tavoli di discussione che coinvolgeranno tutti gli attori della “filiera” della prevenzione del femminicidio con l’obiettivo di produrre una bozza che poi farà da asse portante per una proposta di legge regionale. Accolgo questo primo risultato con determinazione ma senza entusiasmi perché c’è poco da festeggiare finché sarà necessario occuparsi di femminicidio. Il sogno di ogni politica che di occupa di violenza di genere è vedere diventare inutile il proprio lavoro».

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