AVEZZANO – Se qualcuno non fosse convinto che la letteratura e, in particolare, la “poesia” non renda immortali dovrebbe riflettere sul fatto suggerito dai versi, memorabili, di Ugo Foscolo:
“…A egregie cose il forte animo accendono
l’urne de’ forti, o Pindemonte; e bella
e santa fanno al peregrin la terra
che le ricetta…”

Perché è il caso di Romolo Liberale, politico, sindacalista, legatissimo alla “terra di Fucino” come l’altro Vate locale, ovvero Ignazio Silone. Quella “terra grama, avara d’amore” che però ti lega per sempre ad essa. E Romolo Liberale sta conquistando il suo pezzetto di immortalità grazie alle poesie che scrisse e a quelle che continuano a scrivere da cinque anni in Suo onore, nel senso che le scrivono per partecipare al Concorso a Lui intitolato.

E ancora quest’anno, il 25 maggio, nella cornice usuale dell’Aula Magna “Ugo Maria Palanza” del Liceo Classico “Alessandro Torlonia”, risuoneranno le parole, le poesie e le liriche e le musiche in onore e ricordo di Romolo Liberale che portò in poesia la terra di Fucino, quella terra sottratta all’abbraccio della acque ed insanguinata di sudore, quello dei poveri braccianti dei quali resta simulacro o solo memoria in quei giorni di nebbia, nei quali pare che risorga l’antico lago…

A indirizzare l’operazione, un altro innamorato delle Terre e delle vicende delle Genti di Fucino, è Ilio Leonio che porta nel suo cuore, radicato in profondità, l’amore per tutto ciò che è legato a quel luogo che è la sede dell’antico lago, sotto lo sguardo, forse, benigno di Angitia e lo sguardo perso verso l’infinito orizzonte dove stanno i sogni di un mondo migliore…