108 SINDACI IN DELEGAZIONE A ROMA CONTRO IL CARO PEDAGGI DI STRADA DEI PARCHI

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ROMA – Si è svolta oggi, a Roma, la conferenza stampa presso la Camera dei Deputati, che ha visto incontrarsi, senza riscontro, 108 sindaci con rappresentanti di comunità montane e di associazioni del settore. Il tema ovviamente è la situazione A24-A25. Conferenza disertata amaramente e colpevolmente dal Ministro delle Infrastrutture e/o ogni suo rappresentante.

Promotrice, anzi cardine, di questo movimento trasversale di sindaci (di ogni colore politico) è Velia Nazzarro, sindaca di Carsoli, che apre la conferenza, spiegando come nasce questa situazione, da dove e perché.

“L’inizio di tutto questa movimentazione di sindaci risale al 3 Gennaio 2018 – indica la sindaca – a seguito dell’ennesimo aumento autostradale. All’inizio un gruppo non troppo numeroso di sindaci, ora siamo oltre i 100, con il supporto delle comunità montane e di associazioni interessate all’argomento, come AssoTir, rappresentata oggi da Alessandro Manzi, e la CNA-Fida.
Appena riscontrato il problema dell’ennesimo caro autostrade, si scrisse al Ministro dei trasporti e delle infrastrutture dell’epoca, ma non vi fu alcuna risposta. Allora presentammo una richiesta di accesso agli atti, che ci fu respinta. La situazione si sbloccò solo dopo la tragedia di Genova, del ponte Morandi.

Le richieste erano 2: fissare un massimo pedaggio autostradale, per evitare ulteriori aumenti, e creare un tavolo di confronto e discussione su queste tematiche. Sono 8 mesi che il ministro Toninelli non risponde neanche alle lettere. Abbiamo ricevuto un’udienza solo nel Luglio 2018 a seguito di una serie di manifestazioni.

Strada dei Parchi, al contrario, ci ha chiesto un incontro diverse volte, ma i sindaci (per senso del dovere rispetto alla figura che rappresentano) non volevano sedersi al tavolo senza il Ministro. Dal Novembre 2018 Strada dei Parchi si è autosospesa, creando questa situazione di difficoltà ulteriore.

Ci dispiace anche constatare la mancata risposta finanche del Presidente della Repubblica, al quale abbiamo scritto per cercare un aiuto.
Poi, all’improvviso, il Ministero emette il Decreto Ministeriale 589 in data 31/!2/2018 per sospendere l’aumento delle tariffe autostradali fino al 30/06/2019, adducendo nel punto 2 che i minori ricavi per il concessionario avrebbero dovuto trovare un rientro nel Piano Economico Finanziario (PEF). Per questo avevamo richiesto un confronto oggi: il 30 Giugno è ormai alle porte, e volevamo sapere cosa sarebbe cambiato dal primo Luglio. Non abbiamo avuto risposta, ma noi andremo avanti a preservare i nostri territori.” questo un sunto dell’intervento della sindaca Nazzarro, alla quale si sono uniti diversi interventi di Sindaci e Consiglieri di tutto il tratto riguardante le autostrade in questione.

Particolarmente incisivo l’intervento del Consigliere aquilano Scamolla, che si concentra invece sull’aspetto sicurezza delle autostrade dicendo:” A24 e A25 hanno bisogno di manutenzione ordinaria e straordinaria. Bisogna perciò ben strutturare il PEF. Un esempio può essere quello dei fondi post-terremoto. Infatti, dopo il terremoto del 2009, con i dissesti per i viadotti che si protraggono fino ad oggi, si era stabilito l’erogazione di 250 milioni di € per il tratto autostradale. Ebbene, di quei 250 milioni, ancora circa 190 non sono stati erogati, anche se reinseriti come voce nel “Decreto Genova”. La paura adesso inizia ad essere concreta, poiché se lo Stato non mette i soldi nel PEF, queste mancanze potrebbero venire reindicizzate sul pedaggio. Questo è un problema che non riguarda 100 sindaci, ma ben 2 regioni e tutto il centro-Italia. Se non ci sarà un provvedimento, avremo un aumento del 20% sui pedaggi”, conclude Scamolla.

Confermano forti problemi anche gli altri sindaci intervenuti, dal sindaco Seca di Castelli (in rappresentanza del Teramano), proseguendo con il sindaco Pelliccia di Subiaco, fino al sindaco di Tivoli Proietti, proseguendo per il sindaco di Casape Testi e la sindaca di Magliano Amiconi.

Tutti loro evidenziano come il caro e la non sicurezza autostradale influisca in maniera molto negativa sulle loro cittadine. Infatti i temi trattati sono diversi, dallo spopolamento che subisce il paese di Castelli, fino al mancato indotto turistico della città di Tivoli.

Insomma la viabilità oggi sta remando contro queste piccole realtà che restano comunque una spina dorsale importante per il centro Italia.

Unici onorevoli presenti D’Alessandro e Pezzopane; quest’ultima ci tiene a fare il punto dal piano di un onorevole, spiegando:” Nel Decreto Crescita non c’è nulla riguardo questa situazione. Nel Decreto Cantieri invece è prevista una somma (peraltro insufficiente) per l’impermeabilizzazione della situazione Traforo Gran Sasso.”

Queste le parole al termine di una giornata che ha visto colpevolmente il governo girare la testa dall’altro lato davanti alle richieste legittime di più di 100 sindaci.

Le domande rimangono dunque sospese e sono principalmente 3:
– Qual è la situazione sicurezza dei viadotti?
– Qual è la situazione sicurezza del traforo del Gran Sasso?
– Soprattutto, a fronte di quale servizio i cittadini pagano queste autostrade (fra le più care d’Italia)? Per avere tratti di percorrenza a 60 km/h, con divieto di sorpasso e distanza obbligatoria di 50 metri (come su alcuni tratti dell’A24)? O per avere tratti di non accesso a pullman e mezzi pesanti (tratto Pratola Peligna e Bussi-Popoli) con susseguente traffico nei paesini limitrofi?

Nell’attesa di risposte, questo il punto della giornata alla Camera dei Deputati.