ULTIMO CONSIGLIO COMUNALE: APPROVATO AD UNANIMITÀ L’AVVIO DELLA PROCEDURA PER LA CANCELLAZIONE DELLE MULTE T-RED IN AUTOTUTELA

AVEZZANO – Un consiglio comunale ricco di colpi di scena quello di ieri, per l’amministrazione avezzanese. Prima la sfiducia della Cosimati, poi la bocciatura del bilancio, con l’abbandono della sala consigliare di tutti i componenti di staff e consiglieri di De Angelis. Sindaco che ha ringraziato, prima del voto, chi ha contribuito alla realizzazione del suo programma elettorale che, a suo dire, sarebbe stato completato all’80%. Un programma che ha visto portare a termine, in soli 22 mesi, ciò che aveva già avviato la precedente amministrazione, quella dell’ex sindaco Di Pangrazio, della quale De Angelis aveva fatto parte come assessore per tre anni.

L’ultima parte, dal terzo punto dell’ordine del giorno, è stata approvata dai consiglieri rimasti, la ex opposizione con Di Pangrazio, Di Berardino, Verdecchia, Carpineta, Babbo, Gallese e dal gruppo dei Civici Ridolfi, Aratari, Pierleoni, Dominici e dai consiglieri Udc, Marco Natale e Luigia Francesconi, l’avvocato Rosa di Fratelli d’Italia ed Eligi dei 5 Stelle. Passato l’emendamento e la delibera per dare il via, ai dirigenti di settore, alla procedura di annullamento delle multe del T-Red in autotutela. Si tratterà, però, solo di quelle per il superamento della striscia bianca spostata e non per aver superato l’incrocio con il rosso.

È stata anche votata a favore l’approvazione della spesa fuori bilancio, sotto richiesta dei dirigenti Panico e Pepe, per l’impianto fotovoltaico della Scuola dell’infanzia “Antonietta Meo Nennolina”. Il Consiglio ha deciso di spacchettare gli impegni economici e, quindi, non ha approvato il debito fuori bilancio per la realizzazione del parco del famoso T-Rex e la spesa del giardino dietro il castello Orsini.

Marco Natale (foto) dell’Udc: «In cuor nostro mai avremmo pensato di arrivare a questo punto eppure lo scenario politico amministrativo della nostra città ci ha imposto alcune, doverose, riflessioni. Imprescindibile è la considerazione della genesi di questa Amministrazione che ha visto un Sindaco eletto senza una sua originale maggioranza al termine di una campagna elettorale aspra e, permetteteci di dire, a tratti intrisa di odio.

Speravamo che il tempo avesse portato effetti di una pacificazione politica ma, ad onor di verità, oggi vediamo un clima pieno di livore, risentimenti personali e rapporti ormai logori che costituiscono una barriera insormontabile per qualsiasi futura azione amministrativa. Azione amministrativa che, per definizione, sarebbe dovuta essere caratterizzata dalla continua ricerca della sintesi e dalla condivisione con i cittadini ed i consiglieri che li rappresentano. Questa condivisione è mancata, manca e continua a mancare in favore di un accentramento operato da pochi. E, da dirgenti d’azienda, diciamo che è un errore confondere il ruolo di primo cittadino, primus Inter pares, con quello di capo azienda. Riconosciamo che la velocità di azione spesso non può coincidere con la condivisione ma forse sarebbe stato meglio andar più piano condividendo di più. Ed in tal senso ci sentiamo di condividere le osservazioni programmatiche di questi ultimi giorni, sia di colleghi di maggioranza che di qualcuno dell’opposizione. Osservazioni e richieste rimaste purtroppo inascoltate. Manca la sintesi politica ma forse anche la capacità di farla. Dal canto nostro, crediamo di aver sempre contribuito fattivamente alla ricerca e al mantenimento dei precari equilibri, spesso anche accollandoci appellativi antipatici, e non è stato facile considerate le turbolenze che hanno accompagnato la continua mutazione di questa amministrazione, oltre che l’ingresso dei partiti in una Amministrazione nata civica, come anche i risultati delle recenti consultazioni elettorali Regionali ed Europee. Ciò nonostante, abbiamo sempre posto quale fine ultimo la stabilità per il bene della Città. Sia chiaro, non può esserci attività amministrativa senza sintesi politica. Se senza sintesi politica non c’è condivisione dei programmi, figuriamoci la realizzazione degli stessi. Avezzano non può affatto permettersi che la ricerca della sintesi politica, finalizzata all’interesse di pochi, sia l’esclusivo faro dell’attività amministrativa e senza che quindi venga effettuata programmazione o vi sia realizzazione di uno specifico programma. Serve un cambio di passo chiaro e netto all’insegna della condivisione ma anche, e direi soprattutto, del buonsenso. Per questo riteniamo che sia arrivato il momento di fermarci tutti e, preso atto dell’erronea strada intrapresa, non possiamo che mettere un punto. Nel pieno conforto del mandato conferitoci dagli elettori, stante l’impossibilità di condividere programmi e ancorché realizzarli, riteniamo che sia opportuno, e direi anzi doveroso, rimettere il mandato amministrativo alla volontà popolare, senza alcuna remora e senza alcuna paura. E senza anche alcuna ignorante retorica circa l’eventuale ruolo del Commissario Prefettizio. Il coraggio delle idee non ci manca e siamo certi che questo taglio netto aprirà una nuova e fruttuosa fase per la città di Avezzano. Una fase all’insegna della pacificazione, della sintesi politica e dello sviluppo di programmi credibili intrisi di idee che potranno diventare azione. – Conclude Natale – Il tutto con la necessaria serenità, da troppo tempo ormai perduta».

Ora si tratta di attendere dal presidente del Consiglio comunale o dal consigliere anziano, una comunicazione urgente in Prefettura che notifichi la relazione alla mancata approvazione del bilancio e la pronuncia di scioglimento del Consiglio Comunale. Fino ad allora il sindaco resta ancora nelle sue funzioni pro-tempore e lo sarà fino all’insediamento del Commissario Prefettizio successivamente nominato.

Ci auguriamo che le dimissioni arrivino in fretta per velocizzare la procedura, scongiurando oltre al danno anche la beffa della perdita di ulteriore tempo. Una scelta che servirà a favorire il ritorno al voto il prima possibile, al massimo entro la prossima primavera.