SETTIMIO SANTILLI: “IMPIANTO IRRIGUO DEL FUCINO, REALTA’ O ANCORA CHIMERA?”

CELANO – Circa un anno fa di questi tempi veniva deliberato a maggioranza dal consiglio dei delegati del Consorzio di Bonifica la ratifica della convenzione con la Regione Abruzzo e l’ARAP per l’utilizzo delle risorse del Masterplan di 50 milioni di euro necessarie alla realizzazione del primo stralcio dell’impianto irriguo sul Fucino.

Il 7 giugno 2018, l’Autorità di Distretto aveva ufficialmente consegnato il primo stralcio del progetto irriguo al Dipartimento opere pubbliche della regione Abruzzo, con:

  • la realizzazione di un bacino di accumulo stagionale delle acque sulla riva destra del fiume Giovenco presso San Benedetto dei Marsi – Pescina;
  • una condotta adduttrice e la rete di distribuzione alle utenze per complessivi 3.500 ettari;
  • un impianto di sollevamento e pompaggio a servizio della rete che sarà ubicato all’interno della stazione di Borgo Ottomila.

Il crono programma delle fasi attuative, che doveva essere recepito da ARAP e Consorzio di bonifica, prevedeva l’approvazione del progetto entro giugno 2018, la fattibilità tecnico economica entro il 31/12/18, la progettazione definitiva e lo studio di impatto ambientale entro il 31/3/19, la procedura VIA e l’ottenimento delle autorizzazioni entro il 31/7/19, il progetto esecutivo e l’avvio  della fase di approvazione definitiva con l’appalto delle opere entro il 30 novembre 2019.

“Siamo sicuri” – si chiede il sindaco di Celano Ingegnere Settimio Santilli – “che queste scadenze a più riprese dichiarate pubblicamente si stiano rispettando? Mi auguro di si!”

“Alla luce, però della denuncia del Presidente di ARAP Giampiero Leombruni, che testualmente qualche giorno fa parlava di un bilancio 2018 “non veritiero” – continua il sindaco di Celano – “qualche dubbio mi sorge e penso sia doveroso, chiedere un incontro con la Regione Abruzzo, la stessa Arap, Consorzio di Bonifica e associazioni di categoria, per capire a che punto sia l’iter per la realizzazione del primo stralcio dell’impianto irriguo nel Fucino, che ormai sembra diventato una chimera per la piana del Fucino e per gli agricoltori fucensi.

 

Bisogna fare assolutamente chiarezza, capire documenti alla mano a che punto siamo con il progetto, perché il comparto agricolo fucense merita quantomeno rispetto e non ripetute prese in giro che durano ormai da decenni, anche perché le nostre imprese agricole, che non hanno nulla in meno rispetto a quelle della costa, e anzi rappresentano il 25 per cento della produzione abruzzese, con 450 milioni di euro di Pil e circa 15mila occupati diretti e nell’indotto, potrebbero crescere ulteriormente se solo si avesse una infrastruttura irrigua adeguata che alle soglie del 2020 sembra ridicolo ancora elemosinare”.

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