ANCHE NELLA MARSICA TERRAPIATTISMO, SCIE CHIMICHE E ALTRE “RIVELAZIONI”. FORSE È ARRIVATO IL MOMENTO DI TORNARE SUI LIBRI. QUELLI DI CARTA

AVEZZANO – Da qualche mese in rete si parla a volte in maniera ironica, talvolta in maniera seriosa della forma della Terra.

In particolare raccoglie sempre più consensi la teoria che la terra sia piatta e anche nella Marsica sembra esserci un cospicuo gruppo di persone che sostengono tale rielaborazione della realtà.

Ad aver fatto tornare alle luci della ribalta la discussione, è stato un servizio della trasmissione “Le Iene” che ha documentato decine di convegni e interviste a coloro che vengono reputati i guru delle teorie “terrapiattiste” e complottistiche.

Premesso che, ognuno è libero di leggere la realtà come vuole, secondo la propria sensibilità, secondo la propria cultura e secondo la propria elaborazione delle esperienze, quando il lettore si imbatte in uno dei gruppi tematici riguardanti il territorio marsicano sulle “Scie Chimiche”, ha cercato, da infiltrato, di farsi un’idea del pensiero dei membri e con curiosità ha cercato di capire qualcosa in più analizzando i post pubblicati sul gruppo e sulle bacheche personali di Facebook. Il cervello umano a volte si lascia manipolare e convincere da teorie fantasiose e cospirative, secondo le quali la realtà sarebbe il frutto di manipolazioni “Superiori”.

La conclusione deducibile è che quando convinci una persona di un’idea premendo su alcuni temi sensibili, è possibile portare la mente dell’interlocutore a credere ogni cosa oltre le ricerche, i dati scientifici, e le esperienze delle persone; e questo, forse, è il problema più grande dell’epoca in cui viviamo.

È possibile rendersi conto inoltre che è difficile, talvolta completamente inutile, apportare prove alla discussione, perché i cosiddetti “complottisti” partono dal presupposto che la loro idea sia vera, che la terra sia piatta, che le scie chimiche servano per depopolare la popolazione terrestre, che la grandine venga costruita artificialmente, che le nuvole dalla forma strana siano ologrammi raffiguranti dei volti, che ci siano dischi volanti nel cielo e gli aerei scarichino veleni costituiti di metalli pesanti durante repentine operazioni di geoingegneria.

In realtà durante le olimpiadi di Pechino per abbassare l’inquinamento dell’aria vennero “bombardate le nuvole” per far piovere e quindi scaricare le polveri sottili a terra col fine di rendere l’aria, per gli atleti che avrebbero affrontato la maratona, più salubre.

La stessa tecnica veniva utilizzata anche dagli Stati Uniti per allagare le zone di guerra per sfavorire gli spostamenti via terra rendendo fangosi i terreni; da qui a pensare che la terra sia piatta, che i vaccini facciano male e le scie chimiche vogliano ucciderci sembra eccessivo, quantomeno fantasioso.

Il punto è che negli ultimi anni qualcuno ha addirittura dato “dignità politica” a questi temi innescando un meccanismo di divulgazione di menzogne e fake news dalle quali, sembrerà assurdo, molti utenti non hanno saputo distaccarsi in maniera cosciente, dando per buono ogni titolone senza andare ad analizzare attentamente la fonte (e per fortuna gli enti preposti, stanno lavorando sempre di più alla pulizia del Web con la chiusura di pagine e siti divulgatrici di Fake News).

In conclusione, sappiamo da migliaia di anni che la Terra è “sferica”, lo sapeva Aristotele e Eratostene ne misurò la circonferenza tra il 276 – 194 a.C. ma i “terrapiattisti” sono dogmatici sul fatto che la Terra sia piatta e per loro non c’è nulla da dimostrare.

Tutto appare semplice, elementare.

Il Sistema Solare non esiste, c’è la Terra, e sopra ci sono due dischi: il Sole e la Luna. Al centro della terra c’è il cosiddetto Polo Nord, mentre l’Antartide è una sorta di muro alto 400 chilometri e lungo 72mila che la delimita.

Le foto che giungono dai satelliti e i mappamondi sarebbero grafiche realizzate al computer. L’Australia non sarebbe dove ci dicono, e l’effetto Pac-Man giustifica il fatto che possiamo viaggiare in una direzione e ritrovarci nel polo opposto.

Forse dovremmo tornare a dare credito alla scienza, su questo tema ma anche su tutti gli altri. Stiamo diventando dei tuttologi, che affidano la propria salute al dottor Google e le proprie idee a cialtroni che sicuramente ne traggono non pochi benefici economici.