SANITÀ. PER SANTANGELO L’EMERGENZA DELLA ASL È IL DG. PER L’UTENZA SONO MEDICI E INFERMIERI

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AVEZZANO – Emergenza sanità nel territorio della provincia dell’Aquila, e quindi della Asl1, visioni completamente diverse sul tipo di “emergenza” fra sindacati e cittadini da un lato e politica dall’altro.

Simonetta Santini

Sulla questione è infatti intervenuto il vice Presidente della Regione, Roberto Santangelo, che sottolinea come la vera emergenza della Asl sia l’assenza di un Direttore Generale. Attualmente, infatti, la Asl è retta dalla dottoressa Simonetta Santini, Dg facente funzioni, in attesa che alla Regione si concluda la partita delle nomine per le Asl.

Questa la dichiarazione di Santangelo: «La situazione della Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila è insostenibile e non si può più procrastinare la nomina del Direttore generale scaduto da tempo. Senza la figura apicale, la governance è passata dal 28 giugno nelle mani dell’attuale Direttore sanitario ed ogni atto del manager facente funzioni rischia di essere impugnato e di essere nullo. Quello che più mi sconcerta – prosegue Santangelo – è che a questa situazione di stallo si aggiunge la grave mancanza di primari, il numero dei medici si riduce progressivamente, constatiamo, inoltre, una carenza di infermieri e una penuria di dirigenti amministrativi. Nell’ospedale di Avezzano mancano i primari di chirurgia Vascolare, Radiologia, Pronto Soccorso, Ortopedia, Malattie Infettive e Angiologia, mentre in quello dell’Aquila è assente il Direttore di Neurochirurgia, Geriatria, Lungodegenza, Centro Trasfusionale (provinciale).

Roberto Santangelo

Inoltre – continua – nel presidio ospedaliero di Sulmona sono carenti i Direttori dei reparti di Medicina, Oncologia, Ortopedia. Il personale medico è rappresentato da un numero elevato di medici precari, non sono stati indetti concorsi per le diverse discipline se non quelli del Pronto Soccorso e la precarietà induce molti specialisti ad emigrare verso le regioni del Nord che assicurano  lavoro di qualità, stabilità e soprattutto équipe in grado di formare i giovani professionisti. Il personale infermieristico di ruolo è stato sostituito per la maggior parte da personale a somministrazione fornito da cooperative con costi elevatissimi. Le stabilizzazioni annunciate – precisa Santangelo – sono per precari che lavorano nella ASL 1 da anni e non aggiungono ulteriori risorse umane. È ovvio che devono essere banditi una serie di concorsi, che altre ASL abruzzesi hanno già effettuato e alle cui graduatorie di idonei l’ASL 1 dovrebbe attingere, rischiando di fatto di penalizzare le professionalità locali.  Per quanto riguarda i dirigenti amministrativi la situazione è al limite della sopportabilità, infatti, dei pochi presenti molti, mi risulta, sono in procinto di essere trasferiti altrove generando un ricambio non utile alla continuità gestionale. Pertanto – conclude Santangelo – confido in una rapida individuazione del nuovo Direttore Generale da parte del Presidente della Regione, Marsilio, a cui la commissione appositamente nominata fornirà una rosa di nomi, affinché l’ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila possa così assumere ogni atto programmatorio e decisionale nel pieno dei poteri».

Sindacati e cittadini la pensano un po’ diversamente e sottolineano proprio la carenza di medici ed infermieri, ma anche i disservizi per la prenotazione delle visite e delle prestazioni e le lunghissime liste di attesa. Per quanto riguarda la possibilità che le delibere del Dg facente funzioni possano essere dichiarate nulle, basterebbe evitare che lo siano e che la Regione dia alla dottoressa Santini il placet istituzionale che la metterebbe al riparo da tutto. Ma prima di tutto, servirebbe che la Giunta regionale, e il Presidente Marsilio in primis, si occupassero più da vicino dei problemi della sanità pubblica, soprattutto quella del territorio difficile della provincia aquilana, prendendo provvedimenti di investimenti massicci su di essa, a partire dall’ammodernamento dell’esistente, sia a livello strutturale che di attrezzature medico-sanitarie e diagnostiche, e poi, magari, fare un piano di costruzione di nuovi ospedali in grado di fornire un’offerta sanitaria avanzata e moderna. Al momento, dalla Regione Abruzzo, come al solito, tutto ciò non è arrivato.

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