TERZAPAGINA – “GIOVANNI…DEVO UN GALLO AD ASCLEPIADE…”

FALCONE E BORSELLINO

C’è una frase, forse scambiata al margine del discorso di una giornata trascorsa insieme, del giudice Paolo Borsellino (me l’ha ricordata stamani Corrado Oddi, straordinario interprete di Giovanni Falcone in un programma per la televisione nazionale) che suona così: “Giovanni devi darmi la combinazione della cassaforte che contiene le carte dei processi perché se ti ammazzano come la apro?”. A ben guardare, sembra riecheggiare uno scambio di battute dal dialogo platoniano noto come “Critone”, quando Socrate dice “Critone, debbo un gallo ad Asclepiade!” e l’altro risponde “Non aver timore, il debito sarà pagato…“. Forse la traduzione dal greco non è esatta, alcuni scrivono Asclepio, altri Esculapio, in realtà “Asclepiade” è tratto dalla citazione che fa John Steinbeck nel suo romanzo poco conosciuto “La Luna è tramontata”. Ebbene, l’assonanza è legata al fatto che il debito che la Nostra Società, la Nostra Nazione, il Nostro Paese, la Nostra Repubblica, “il gallo per Asclepiade” non sia stato ancora pagato! Così come non lo è stato per quel Prefetto, già Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa che fu lasciato solo da un Parlamento che meriterebbe almeno una qualche critica…

Comunque la frase potrebbe essere stata pronunciata in un momento come quello dell’immagine che segue…

L'immagine può contenere: Corrado Oddi, persona seduta

Corrado Oddi, alias Giovanni Falcone, in un momento molto intenso della rievocazione storica

Una chiosa finale: Guglielmo da Baskerville, nel “Nome della Rosa”, suggerisce ad Adso una visione del mondo quando dice: “Adso, i libri parlano fra loro e alle volte per sapere cosa sia scritto in uno di essi, occorre leggerne degli altri…“, in realtà non dice proprio così ma questo è il senso!
Così capita che un filosofo di duemila e passa anni fa abbia fissato, nel suo epitaffio, il senso di ciò che sarebbe stato detto duemila e passa anni dopo, in una stanza quasi buia, fra due persone che stavano lavorando per sradicare una mala pianta…