QUANDO IL TURISMO CESSA DI ESSERE UNA RISORSA

Il turismo può diventare assai nocivo se non ci si adatta al luogo

OVINDOLI – La nostra Marsica è una zona assai attrattiva per i turisti. Le bellezze e le offerte che essa può vantare sono notevoli, esse rispondono ai gusti e agli interessi di migliaia di persone che puntualmente ogni stagione affollano numerosi paesi e centri.  Durante gli anni il contatto frequente tra la gente del posto, i luoghi e i turisti ha rappresentato delle vere e proprie fortune non soltanto economiche ma anche tecnologiche e sociali. Molte, infatti, sono state le novità importate nei piccoli centri dalle grandi città. Basti pensare al contatto prima con Napoli e poi con Roma che ha coinvolto e condizionato lo sviluppo di Ovindoli e di Pescasseroli (per fare due esempi noti) durante gli anni Ottanta e Novanta del Novecento.

In tempi in cui la notizia della novità, della tendenza, della moda, viaggiava molto a rilento rispetto a quanto non faccia oggi, l’unica via della seta era rappresentata solo dal contatto diretto coi villeggianti. Una questione anche abbastanza romantica questa, se si tiene conto che da sempre nella storia degli uomini (tranne che oggi) le novità sono state testimonianze fisiche dirette …si pensi solo al Colombo di ritorno dalle Americhe (per fare un esempio non troppo peregrino). L’arrivo di grandi flussi di persone rappresenta quindi un fenomeno quasi sempre benvoluto poiché considerato in primis sinonimo di vivacità economica e poi anche di fermento sociale. I piccoli centri tornano vivi ad ogni ora, si respira un buon clima di fermento e tutto questo aiuta a praticare meglio l’essenza sociale che è una necessità di chiunque. Tali considerazioni sono dati di fatto, funziona così e questo ben lo sa chi vive e risiede nei cosiddetti paesi turistici.

Dietro a questa premessa è necessario tuttavia far riferimento anche ad alcuni risvolti dannosi che il turismo può apportare divenendo così un turismo nocivo. E’ infatti proprio questo che preoccupa non poco le Autorità e le Amministrazioni Locali le quali sono costantemente impegnate nel tentativo di garantire l’ordine pubblico nei periodi di massimo affollamento.  Il turista che arriva dalla grande città o addirittura dalla Metropoli, solitamente dimentica che i tempi e i modi di vivere dei piccoli paesi è completamente differente da quelli della città. Pretendere che l’indotto di un piccolo centro eroghi prestazioni pari a quelle di una grande città è completamente impensabile. Qui non esistono più metropolitane, autobus ogni dieci minuti, raccordi e tangenziali. L’affluenza improvvisa, poi, non aiuta di certo la gestione. Si pensi soltanto ad una delle principali problematiche che sono solite verificarsi: la capacità della rete viaria o quella relativa ai parcheggi auto. Se l’inquietudine del turista cittadino (che in città parcheggia anche in terza o quarta fila) si manifesta anche in paese, ne risulta davvero un grave danno a discapito di tutti.

Ancor peggio va, se si pensa all’impazienza relativa allo smaltimento rifiuti. Anche in quel caso la quantità crescente di materiale da dover smaltire rappresenta un motivo di rallentamento fisiologico ed inevitabile. E’ abbastanza retorico ed inutile pretendere il contrario. Inutile è parlare di quanto possa essere deleterio gettare, sempre per impazienza, i sacchi dei rifiuti per strada o nelle scarpate.

Quando le frenesie tipicamente cittadine sono esportate anche nei luoghi di turismo accade un vero e proprio fenomeno di transfert sociale che di fatto contrasta e interrompe la natura pacifica e tranquilla dei paesi. C’è, come ho ricordato anche sopra, da prendere atto che la vita dei piccoli centri scorre molto più lentamente… i ritmi e i tempi sono diversi e dovrebbero sempre essere rispettati.