IL PUNTASPILLI – “LA POLITICA CHE LEGGE MALE SE STESSA” 2° (civici, comitati d’affari, false promesse e altre schifezze…)

"Dum Romae consulitur Saguntum expugnatur..."

AVEZZANO – Si legge su Avezzanoinforma quanto segue: “…Sulla caduta dell’amministrazione a guida De Angelis interviene anche Antonio Di Matteo, Presidente del Consiglio Nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori: “Quando si interrompe traumaticamente un’ esperienza amministrativa, specie di una Citta’ Capoluogo di un territorio come Avezzano, le motivazioni di tale rottura dovrebbero risultare gravi, di natura strategica”. “In verità, viene il dubbio – prosegue Di Matteo – che le motivazioni addotte, pur legittime, sembrano più delle cortine fumogene, per nascondere il vero contendere sugli assetti di potere, con veti reciproci dei singoli attori, in preda ad egoismi e senza alcun senso di appartenenza. Un potere, peraltro, marginale, considerata la rappresentanza in Consiglio Regionale, dove la Marsica è uscita ridimensionata, rispetto ad altri territori. Si abbia, quindi, il coraggio di chiamare con il loro nome una contesa da basso impero, che mortifica gli impegni assunti con i rispettivi elettori, mentre evidenzia la scarsa cultura di governo di chi è chiamato a rispondere ai bisogni essenziali dei cittadini per perseguire il Bene comune…”

Cultura di governo?
Marsica che esce ridimensionata?
Assetti di potere?
Impegni assunti con gli elettori?

Credo che il problema sia mal posto e male enunciato, infatti:
1) quando mai, negli ultimi venti anni è stata mostrata una cultura di governo?
2) dall’epoca dei quattro consiglieri marsicani alla regione (tutto in minuscolo), e proprio grazie a quelle mani alzate in consiglio regionale per bocciare la proposta di AZ provincia (ci fu il famoso lancio delle fasce dei Sindaci Marsicani), da allora che la Marsica è “ridimensionata” e con gli ultimi borgomastri e podestà ha perso sempre più terreno rispetto al Capoluogo regionale che continua ad espropriare dall’ospedale al tribunale e via dicendo;
3) gli assetti di potere non esistono ma esistono invece i comitati di affari che si insediano attorno alla politica locale;
4) gli impegni assunti con gli elettori sono oltre vent’anni che vengono trascurati e basterebbe pensare che negli ultimi vent’anni ci son persone che siedono sempre in consiglio comunale ed in maggioranza, indipendentemente dal fatto se siano stati eletti o meno e dove!

No! Queste son parole che vengono gettate sul tavolo come le carte a fine mano di poker, quando scopri che gli altri hanno poker d’assi, scale reali e colore di cuori ed il modesto tris non va da nessuna parte…

Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur…” (Tito Livio, Le Storie, XXI, 7-1).

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