WEEK-END AL PRONTO SOCCORSO DI AVEZZANO. LA PROTESTA DEI CITTADINI

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Tempi lunghissimi fra attesa e svolgimento delle prestazioni santarie la causa di continue rimostranze

AVEZZANO – Intero fine settimana al Pronto Soccorso di Avezzano in attesa di un ricovero o di un intervento. Avviene anche questo stando ai racconti dei nostri lettori.

L’ultima vicenda ce l’ha segnalata un nostro lettore di Avezzano che, sabato scorso, ha dovuto accompagnare una congiunta stretta  a causa di dolori al torace. Donna ultraottantenne e con problemi cardiaci. Tra attesa, appoggio su un paio di lettighe (le è stata cambiata perché quella dove era appoggiata serviva per un altro paziente), visite, diagnosi e quant’altro, per farla breve, il nostro lettore ha dovuto stazionare in Pronto Soccorso, dandosi il cambio con i parenti, fino a lunedì quando, spazientito e al limite delle forze, ha deciso di firmare per far uscire la congiunta e farla ricoverare, di lì a 12 ore, quindi al martedì, in una struttura privata.

Il tutto, fra l’altro, fra gente che entrava e usciva dalla struttura, qualcuno che ha preferito usare le pareti esterne del Pronto Soccorso come bagni pubblici visto che, a detta di molti utenti, i servizi per il pubblico sarebbero assolutamente impraticabili. Uno spettacolo, in poche parole, assolutamente indegno e indecente.

20190825_164252Oltre a tutto questo, che sarebbe già abbastanza, i nostri lettori hanno segnalato le solite scene di affollamento, persone appoggiate dove si poteva e con i mezzi a disposizione, insomma, tutto tranne che un qualcosa che assomigli anche lontanamente ad una moderna ed efficiente assistenza ospedaliera e sanitaria.

Noi non gettiamo la croce su nessuno, ma certo è che urgono provvedimenti seri e strutturali. In questo modo non si può certo proseguire, sia per l’utenza, sia per chi in quella struttura ci lavora. La politica, soprattutto quella regionale, a nostro avviso, deve decidere cosa fare dell’ospedale di Avezzano. La riduzione dei posti letto causa file e ricoveri sparsi in tutta la provincia a tutto danno dei cittadini-pazienti utenti della sanità pubblica che sono quelli, in estrema sintesi, che alla fine pagano il conto.

20190825_164410O si chiude o si potenzia in base alle reali esigenze di un territorio, quello marsicano, che conta oltre 120mila persone e un alto tasso di anziani che necessitano di prestazioni efficienti e veloci e di una maggiore attenzione.

Per dare un’idea di quel che avviene ed è avvenuto, facciamo parlare le immagini che alcuni lettori ci hanno inviato in queste settimane.

Restiamo in attesa di riscontri e risposte da chi di competenza. “En… Attendant!”.

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