PIAZZA RISORGIMENTO. L’INGEGNER CARDONE PRECISA SUI LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE

Messaggio politico elettorale

Il progettista replica e fornisce le spiegazioni tecniche su quanto fatto ad Avezzano

AVEZZANO – In relazione all’articolo “La Bomba d’acqua boccia i lavori di Piazza Risorgimento”, pubblicato, con video e foto a corredo, il 29 agosto scorso, l’ingegnere architetto Giancarlo Cardone, progettista della riqualificazione di Piazza Risorgimento e fontana, attraverso una nota, fattaci pervenire per mezzo dei suoi legali, precisa quanto segue che riportiamo integralmente.

“L’Ing. Arch. Cardone, documenti e foto alla mano, dichiara”: «Nell’articolo si parla erroneamente di pendenze sbagliate, lasciando intendere che il “fiume in piena” convogliato a causa della pista ciclabile sita su C.so della Libertà debba scavalcare l’incrocio con via Corradini. Tale argomentazione è del tutto errata quanto insensata, poiché l’angolo opposto al Bar Gran Caffè, dove sono stati eseguiti i medesimi lavori a regola d’arte, con le spiccicate pendenze, non ha manifestato problemi. Inoltre, i lavori “imputati” hanno migliorato la condizione precedente, che nel predetto incrocio vedeva una “diga” ancor più alta mediamente di 15 centimetri rispetto alla quota attuale (fermo restando le quote dei marciapiedi del tutto inalterate). Ma vi è di più. Il sistema fognario, per dimensioni e caratteristiche (posizione dei canali di scolo, numero e forma delle caditoie, diametri della rete, ecc…), non è stato oggetto d’intervento, in quanto non previsto dal progetto e, pertanto, del tutto pretestuose e infondate sono le accuse volte a denigrare un lavoro di mera pavimentazione che nulla c’entra con il problema (noto a tutti, tranne alla redazione a quanto pare!) del sistema fognario di Avezzano. Inoltre, la ricostruzione dei fatti è del tutto artefatta, mescolando in un “minestrone” fenomeni del tutto estranei alla faccenda con il solo scopo di sostenere il “castello di sabbia” ad hoc edificato nell’articolo. False e gratuite sono le accuse rivolte ai materiali adoperati, che si ricordano essere gli stessi impiegati nel primo step della riqualificazione e dotati di tutte le certificazioni di Legge e per gli usi previsti in progetto. A tal proposito, ciò che viene pensato pedonale, non può certo essere carrabile (come le caditoie) ed un danno conseguente ad un uso difforme, non può e non deve destare stupore; sarebbe come sorprendersi di aver distrutto le scarpe col tacco, dopo una camminata sugli scogli! Solo gratuite allusioni, frutto di una superficiale, quanto miope, ricerca del sensazionalismo a tutti i costi! Ad essere “bocciati” dalla “bomba d’acqua” sono, pertanto, l’irrazionale, quanto scriteriato, consumo ed impermeabilizzazione dei suoli, che rendono le nostre fogne, già sofferenti, del tutto inadeguate!».

Ci spiace che l’ing. Cardone abbia assunto il nostro articolo come un attacco alla sua persona e alla sua professionalità. Noi abbiamo solo registrato un fatto e ipotizzato che qualcosa nell’intervento potrebbe essere andato non nel verso giusto e quindi aver causato quanto riportato nelle foto e nel video, senza assolutamente nulla imputare al progettista che, peraltro, non è stato nominato proprio perché non chiamato in causa. Non era nostro intento offendere o diffamare alcuno, noi cerchiamo di informare e fare ipotesi, e quindi possiamo anche sbagliare, ci mancherebbe, ma sempre in buona fede e senza alcun intento diffamatorio o di costruire castelli di sabbia contro chicchessia. Crediamo con questo di aver chiarito la questione e, come già anticipato ai legali dell’ing. arch. Cardone, siamo aperti, come con tutti, ad ogni sua considerazione purché nel rispetto reciproco dei ruoli e della libertà di pensiero e di informazione.

Messaggio politico elettorale