AVEZZANO: L’ASSOCIAZIONE PADRI SEPARATI E LA BIGENITORIALITÀ DEL MINORE NELLA COMPLESSITÀ DEL RAPPORTO CON I FIGLI

AVEZZANO – Interessante incontro quello tenutosi presso i locali della Libreria Mondadori.
A parlare – oltre alle dott.sse Federica Fierro e Barbara Paldino, rispettivamente psicologa e psicologa psicoterapeuta, esperte in relazioni familiari – l’avv. Walter Buscema, Presidente dell’Associazione Padri Separati “Nessuno tocchi papà”, nata nel 2014 proprio a seguito dell’esperienza personale del suo fondatore.

Tema dell’incontro, il diritto alla bigenitorialità del minore a ricevere cure ed assistenza da entrambi i genitori.
E’ soprattutto”, dice l’avv. Buscema nel prologo dell’esposizione, “un cambiamento di mentalità – necessariamente prodromico ad una riforma legislativa, anch’essa indispensabile – nell’interazione tra genitori all’interno della complessa vicenda del rapporto con i figli nel post separazione.”

Un breve cenno alla storia legislativa degli ultimi anni – e solo per una maggiore comprensione del quadro di insieme – per ricordare come, prima del 2006, i figli venissero affidati alla madre inaudita altera parte, collocando il consorte in una posizione marginale consistente, essenzialmente, nel dovere al mantenimento economico e nel diritto di visita dalla portata compressa.

Con la Legge n. 54 del 2006, le cose non cambiano più di tanto, nonostante la nomenclatura “Affidamento condiviso”.
La formulazione eccessivamente elastica, dalle larghe maglie quanto ad interpretazione, conferisce di fatto ai giudici ancora molta discrezionalità nelle statuizioni circa il genitore collocatario e riguardo le altre tematiche strettamente connesse ad esse.

Questa situazione di disparità sostanziale in cui il padre genitore viene a trovarsi rispetto alla figura materna, spinge alla proposizione del Ddl n.735/2018, volto nelle intenzioni del Senatore Pillon, suo promotore, a ristabilire equilibrio tra le parti in termini di sostanziale equipollenza nella frequentazione dei figli, a introdurre il principio del ‘mantenimento diretto’ della prole attraverso il controllo sulla gestione dei soldi ed il coinvolgimento nella spesa dei medesimi, a contrastare il fenomeno della alienazione parentale, a ridurre la discrezionalità dei giudici mediante interventi succedanei solo in caso di fallimento delle trattative dirette tra i coniugi.

L’arresto temporaneo nell’iter del Ddl verso la promulgazione di una Legge più democratica, sostenuta soprattutto a livello Europeo, non spegne l’entusiasmo di coloro che, come l’avv. Walter Buscema, si batte per creare una cultura di riferimento che insegni ad affrontare il ruolo di genitori con intelligenza e nell’esclusivo interesse del minore, che abbia come fine il riconoscimento di un più pregnante ruolo del padre nel sistema di relazione con i figli dopo l’evento della separazione e, soprattutto, la tutela della sua condizione in punto di dignità personale ed economica.

Una conflittualità positiva ed evoluta – quella auspicata dalle psicologhe Federica Fierro e Barbara Paldino, intervenute all’incontro per descrivere ciò che accade quotidianamente nell’ambito della importante funzione sociale a loro demandata – che garantisca un rapporto continuativo ed equilibrato di entrambi i genitori con i figli grazie all’adattamento degli adulti al complesso e delicato mondo di questi ultimi, e non viceversa.