“NON SONO IO LA RESPONSABILE DEL SUO GESTO”

Il racconto della convivente dell’uomo di Luco che ha tentato di togliersi la vita

LUCO DEI MARSI – Il fatto. Luco dei Marsi, un giovane uomo tenta il suicidio. La causa viene attribuita a un litigio con la compagna.

“Io sono stata sempre vicina ad A.  Oggi mi accusano, sui giornali, di essere la responsabile del suo insano gesto, senza sapere quanto gli voglio bene.”

E’ lei, la fidanzata di A., che ha contattato la nostra redazione e ha voluto affidarci la sua confessione d’amore.

“Sono due anni che convivo con A. Ho superato momenti davvero difficili, ma l’affetto che mi lega a lui mi ha dato, davvero sempre,  la forza di tenere unito il nostro rapporto. Oggi mi accusano, senza sapere nulla di me, di noi.  Alessandro ha avuto un grande dolore con la perdita del padre quattro anni fa. Più volte ha tentato di distruggersi, ma io ho avuto la fortuna di essere lì e di impedirglielo. Questa volta non c’ero. Stavo lavorando. Avevamo avuto una discussione, cosi come capita a chiunque in una coppia. Lui mi ha chiamata dicendomi che voleva farla finita. Io non potevo trattenermi al telefono, gli ho parlato ma ho dovuto riattaccare. Lui ha continuato a chiamarmi.  Era un momento, al lavoro, molto particolare per una situazione di urgenza che si è dovuta affrontare, e non ho potuto rispondere alle sue telefonate. Quando sono riuscita a liberarmi e a chiamarlo, non mi ha risposto. Mi sono allarmata e ho avvertito subito la madre e la sorella, le quali sono andate da lui, ma A. le ha mandate via dicendo che stava bene. Ho riprovato dopo un po’ e di nuovo nessuna risposta. Non potevo assolutamente lasciare il lavoro, non potevo. L’unica cosa possibile era ricontattare la madre e dirle di recarsi di nuovo a casa di A. L’hanno trovato ormai in fin di vita. Se fossi stata lì, se non avessi dovuto lavorare…..”

Quanti se. La vita è uno strano continuo, assillante, burlesco gioco di “se”.

Quale potrà essere la quotidianità di chi si colpevolizza di non essere stata, per quegli strani impietosi piani del destino, vicino al suo amore, nel momento più sconvolgente di uomo: il momento in cui si decide di camminare sul quel filo impercettibile che divide il confine della vita  dalla morte?

A. è bravissimo, e tutti quelli che  lo conoscono lo sanno, è un lavoratore, e ha le mani d’oro, e ha un cuore grande, grande, grande.”

Le sue condizioni di salute sono gravi, i dottori dicono che non c’è nessuna speranza. Accanto a lui ci siamo tutti. Lui adesso respira da solo, ha avuto la febbre, ma ora si è normalizzata. Io non voglio perdere la speranza, spero che Gesù Cristo gli dia un’altra possibilità, io gli starò vicina.”

Si può colpevolizzare chi al termine della sua storia conclude così?

Io prego Dio e credo nei miracoli. Gli parlo e glielo dico, devi essere forte e tu di forza ne hai tanta. Qualsiasi cosa possa succedere, ti starò vicina. Lo ripeto, l’importante è che ritorni tra noi. Io voglio solo questo, che torni tra noi. L’amore nostro è grande.”