“CIAO GUERRIERO”. CELANO PIANGE LA PREMATURA SCOMPARSA DI FLAVIO CICIOTTI

CELANO – Celano piange la prematura scomparsa di Flavio Ciciotti, cinquantenne malato da diversi anni di SLA. Era ricoverato da qualche giorno all’ospedale San Salvatore di L’Aquila, dove ha lottato per l’ultima volta contro un malore che non gli ha lasciato scampo.

La notizia della sua morte è arrivata in paese come un fulmine a ciel sereno, anche se tutti sapevamo che Flavio era malato da anni ormai e che prima o poi il male avrebbe vinto, la sua forza e la sua caparbietà ci hanno illusi che ce l’avrebbe fatta.  Flavio se n’è andato in silenzio, in un tranquillo pomeriggio di domenica, mentre a Celano veniva giù una pioggerellina fitta ed intensa. Anche il cielo ha pianto per lui.

La sua voglia di lottare per vivere, accompagnata dalla sua dignità, sono state disarmanti. Flavio, nonostante la malattia lo avesse reso completamente dipendente dagli altri, non si è mai lasciato trasportare dallo sconforto e dallo scoraggiamento. Durante tutto il periodo è stato attorniato dall’affetto e dall’aiuto della moglie, dei figli e di tutti i familiari, che non lo hanno lasciato solo nemmeno per un attimo.
Le manifestazioni d’affetto e solidarietà nei suoi confronti non sono mai mancate da parte di amici e concittadini.

“Sono profondamente addolorato e commosso per la perdita dell’amico Flavio. Alla fine la bestia ha vinto, ma ora sono sicuro che tu finalmente hai trovato la pace e il riposo che meritavi. In questo momento mi sento solo di abbracciare la moglie, i figli, che avevano ancora bisogno del loro papà, i genitori e i familiari tutti” – sono le parole del Sindaco della città Settimio Santilli.

La moglie Carmela, ha combattuto da guerriera affianco al marito, cercando di donargli il massimo fino a quando ha potuto, strappandogli un sorriso quando possibile, accompagnandolo addirittura a tifare dal vivo la sua squadra del cuore, la Juventus.

Partecipa al dolore della famiglia anche il Presidente della Aisla di L’Aquila Marco Di Norcia: “Una sconfitta per la nostra organizzazione. Ancora oggi non si ottengono risultati concreti per la cura della malattia. Bisogna sottolineare un’assenza di interesse da parte delle Istituzioni che non offrono l’adeguato supporto alle famiglie dei malati. Non ci sono ambienti che favoriscano l’accoglienza per lenire il dolore. Flavio ha combattuto con grande dignità, con la speranza del miglioramento per la sua amata moglie e i suoi adorati figli. È un grande dolore non averlo più con noi”.

La SLA è annoverata come malattia rara nell’elenco delle malattie croniche invalidanti stilato dal Ministero della Salute. Ciò significa che le persone affette da questa patologia, possono usufruire dei servizi relativi (esenzioni, riconoscimento dell’invalidità), però l’organizzazione dell’assistenza agli ammalati e i relativi costi, gravano sulle spalle delle famiglie.

“Caro Flavio, mi dicevano che non eri un tipo “da chiesa” e io non sapevo come avresti accolto un prete a casa tua. All’epoca non avremmo mai immaginato che ti avrebbe scritto perfino Papa Francesco! Ma il nostro primo incontro fu sereno; e quando ti salutai, dicendoti che sarei passato a trovarti, mi rispondesti: “Puoi tornare, tanto io sto qua”!
Mi colpì quel tuo grande e sincero sorriso mentre facevi questa battuta sulla SLA, che ti inchiodava a letto. E cosi sono tornato, abbiamo parlato del più e del meno tante volte. Non ti dicevo molto: io avevo solo da imparare dalla tua forza, dal tuo coraggio, dalla tua simpatia, dall’amore che sapevate scambiarvi in famiglia.
Tu ed io non avevamo mai parlato esplicitamente di Dio, fino alla vigilia di quel Natale quando passai da te prima della Messa di mezzanotte. Tu e la tua famiglia mi accoglieste con tanto affetto, come sempre, ormai mi sentivo di casa. Già eri diventato “il mio amico guerriero”. Dovevo andare, presi coraggio e ti dissi: “Sentirai suonare le campane verso mezzanotte: sarà il segnale che in chiesa avranno tolto il velo che copre Gesù bambino. Ma voglio dirti una cosa: io Gesù bambino lo vedo già adesso, lo vedo in te, perché anche tu, come un bambino, dipendi in tutto da chi ti vuole bene”. Per un istante, lo confesso, ho temuto di aver esagerato. Invece, a sorpresa, mi rispondesti: “Allora potresti fare una preghiera per me”.
Fu allora che ti proposi di fare la Comunione…e spesso, quando te l’ho portata, mentre nel silenzio si sentiva solo il rumore del respiratore e dei macchinari, mi chiedevo: chissà cosa si staranno dicendo Gesù e Flavio.
Non lo saprò mai, caro amico guerriero. Ma so che ora tu puoi pregare per me” – così l’amico prete, Don Ilvio, parroco di Celano, ha voluto lasciargli il suo ultimo saluto.

In tutti noi hai lasciato un profondo insegnamento di vita: combattere sempre, arrendersi mai. Così ti ricorderemo, ciao Flavio!

I funerali si svolgeranno domani, martedì 24 settembre, alle 15.30 a partire dalla casa dell’estinto per raggiungere la Chiesa del Sacro Cuore in Piazza Stazione a Celano.

La redazione di Marsicaweb si stringe attorno ai familiari tutti.