IL NOSTRO TRAVOLGENTE SISTER ACT: UN MIRACOLO FIRMATO SEVEN ARTS THEATRE STUDIO

Foto di Marcello De Luca

Standing Ovation per il musical di Marco Verna

AVEZZANO – Uno spettacolo emozionante e coinvolgente quello a cui abbiamo potuto assistere al Teatro dei Marsi venerdì e sabato scorsi.

Il nostro travolgente Sister Act“, il musical liberamente tratto dal celebre film della Touchstone Pictures,  a cura di Seven Arts Theatre Studio, con la regia e le coreografie di Marco Verna, ha letteralmente incantato il pubblico. Chi non ha mai visto il celeberrimo film con Whoopi Goldberg nei panni della stella di Las Vegas Deloris Van Cartier, alias Suor Maria Claretta? Tutti ne abbiamo apprezzato la trama delicatamente ironica ed è uno di quei film che non ci stancheremmo mai di guardare. Bene. Non ci crederete, ma il musical messo in scena da attori e cantanti della nostra Marsica, ha avuto un effetto forse ancora più amplificato: ha inchiodato per più di due ore alla poltrona e ha creato una sospensione spazio temporale: tutti siamo stati Deloris, interpretata da una splendida Valentina Paoloni, con i suoi drammi interiori, con la sua ricerca di amore e di accettazione, con la sua graduale scoperta dei valori della fede e, soprattutto, dell’amicizia; ma siamo stati anche la Reverenda Madre, di cui la meravigliosa Michela Piccinini vestiva gli austeri panni: siamo entrati nella sua anima piena di dubbi, ma anche di fede; piena di granitici pregiudizi, ma anche di ardore di carità; siamo stati Eddy Souther “Umidino” (Giampiero Lolli), personaggio tenero che ci ha coinvolto nella sua ansia spasmodica di essere amato e di dimostrare il suo valore; siamo stati Suor Maria Roberta, interpretata dalla giovanissima Silvia De Filippis, che andava alla ricerca della vera sé per raggiungere la libertà.

Tutti gli attori hanno saputo coinvolgere ed emozionare, oltre che per le loro spiccate doti attoriali e canore, forse perché loro stessi erano profondamente immersi nel loro personaggio.

Le coreografie, le scenografie, i costumi, i movimenti scenici, tutto studiato fin nel minimo dettaglio, eppure tutto si è presentato fluido e spontaneo, senza forzature: in sostanza, sul palco gli attori non interpretavano De Loris, o la Reverenda Madre, o Eddy Umidino… loro ERANO De Loris, la Reverenda Madre, Eddy Umidino! E così per tutti gli altri personaggi.

Le parole non riescono ad esprimere compiutamente il “miracolo” a cui il pubblico ha assistito, ma una cosa possiamo dirla con assoluta chiarezza e senza tema di essere smentiti: alla fine dello spettacolo, ci si è sentiti tutti un po’ “straniati”, come di ritorno da un viaggio in luoghi in cui si è lasciato il cuore.