ISMAELE LA VARDERA HA PRESENTATO IL SUO LIBRO “IL PEGGIO DI ME”: UNA SCELTA, LA DENUNCIA PER LA VERITÀ

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AVEZZANO – Un incontro insolito e per questo maggiormente interessante: la presentazione del libro “il peggio di me” di Ismaele La Vardera, conosciuto dai più come  inviato delle Iene.

La presenza del giovane scrittore rientra negli innumerevoli e interessanti incontri che vengono programmati nell’Istituto d’istruzione Superiore “Galileo Galilei” di Avezzano, grazie alla sinergia volontà della dirigenza e dell’organico dei professori.

La neo dirigente scolastica prof.ssa Anna Maria Fracassi, che ha sostituito il prof. Corrado Dell’Olio, nel rivolgere il suo saluto alla numerosa platea degli studenti, ha sottolineato l’importanza delle presenza di Ismaele, un giovane che sappia parlare con i giovani e far capire loro  il concetto di legalità.

Così è stato.

Con naturalezza l’inviato delle Iene ha puntato il dito sulla dignità che ogni ragazzo deve avere, proprio in un momento così particolare della propria crescita. Una carezza ha attutito il pugno, una battuta con gli studenti per poi affondare il coltello nel problema: la mafia, l’illegalità, la disonestà politica dello scambio del voto, il giornalismo troppo spesso asservito al potere della politica.   Linee tracciate e precise vissute sulla propria pelle, e questo la platea degli studenti lo ha capito.

La Vardera arriva alla considerazione, rivolto ai ragazzi, che: “la mafia è in ognuno di voi”. Non certo la mafia degli omicidi, la mafia delle bombe, ma la mafia in antitesi con la legalità. “Parcheggiare in quarta fila, o sui posti dei disabili, lasciare il motorino in modo da intralciare i pedoni, è far primeggiare il mafioso che è in noi.  Legalità è rispettare le regole di ogni giorno, mettere insieme comportamenti normali, maledettamente normali, che abbiamo ormai perso.  Quando in classe c’è il compagno che non ha l’ iphone  11 è destinatario delle vostre attenzioni al contrario, è lo sfigato della classe che non merita di stare nel gruppo. Quello che deve stare fuori, essere messo da parte. Lì compare il mafioso che c’è in noi. Nutriamo nel nostro essere comportamenti altamente mafiosi, propensi ad una attività per cui un’associazione mafiosa si distingue: l’utilizzo della forza o della crudeltà.  E’ bene sapere che farsi una canna è la prima voce dell’introito della criminalità organizzata per la vendita delle sostanze stupefacenti e soprattutto della marijuana.”

Scegliere di non scegliere è una scelta. – continua Ismaele– E’ inutile ragazzi miei che andiate alla manifestazione antimafia il 23 maggio, per la lotta alla legalità quando per prima voi, quotidianamente nella vostra vita, fate delle scelte che determinano mafiosità. Smettetela di essere ipocriti. Decidete ogni giorno con scelte normali, quotidiane, da che parte stare”.

Va ricordato che La Vardera, nel 2017  candidato sindaco a Palermo per Lega e FdI, con telecamera nascosta testimoniò la squallida routine del voto di scambio.  Da quell’esperienza ne ha tratto il documentario “Italian Politics for Dummies.”

Anche la situazione dello studio è stata affrontata con determinazione, con quella verità che  è diventata una regola che  aleggia tra gli studenti: chi studia di più è un cretino chi studia di meno è “figo”.

Ismaele, in merito, prende come  riferimento Gesualdo Bufalino – scrittore e poeta, Premio Strega 1988-  che sosteneva che “la mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari”.

Con l’enfasi che lo ha contraddistinto per più di un’ora, faccia a faccia con gli studenti,  ha sottolineato: “L’unico momento di libertà è la conoscenza, la cultura.  L’unica risposta concreta è il sapere, capire cosa vuol dire il bene e il male. Non si avrà necessità, ad un concorso pubblico, di cercare il deputato regionale o nazionale che vi permetterà di passare.  Il sapere vi renderà liberi di essere inattaccabili, e di non dover dire grazie a nessuno.”

Il meccanismo  che contraddistingue una gran fascia di ragazzi è di non credere di riuscire nella vita a raggiungere i propri obiettivi, avvolte gli stessi genitori non credono nella realizzazione dei sogni dei propri figli, per questo il giovane scrittore ha voluto confermare “Se per primo tu non crederai nel tuo sogno, non ci crederà nessuno al posto tuo.

Cresciuto nel difficile, e ormai tristemente noto, quartiere ZEN di Palermo, con uno zio agli arresti domiciliari,  e un altro parente facente parte dell’associazione criminale mafiosa della città siciliana, Ismaele La Vardera ha deciso di percorrere  un’altra strada, ha deciso di prendere un altro, se pur difficile, percorso: la legalità.

Una lezione di vita e di onestà non solo per gli studenti, ma per chiunque abbia avuto la fortuna di ascoltare un giovane che ha creduto nei suoi sogni.