TRE PRIMATI DELLA CUCINA MARSICANA NELLA GUIDA IDENTITÀ GOLOSE, FRANCIOSI, D’ALESSANDRO E LA MIGLIORE “SOUS-CHEF” D’ITALIA ARIANNA GATTI

Abruzzese, per la precisione marsicana, classe 1991, è la punta di diamante di un team composto in stragrande maggioranza da giovani donne, caso rarissimo in Italia e per questo contemporaneo. Il suo chef Philippe Leveille la definisce «Organizzata, motivata, competente, equilibrata». È un esempio per tutti, non solo per le colleghe che condividono con lei l’impegno in cucina.

Si tratta di Arianna Gatti, di Forme di Massa D’Albe, la premiata Sous-Chef d’italia, da Identità Golose per la sua guida 2020, che riporta le motivazioni della loro scelta ricaduta, appunto sulla marsicana. L’articolo completo della guida potrete trovarlo qui

 

Due sono le certezze che troveremo sempre al Miramonti l’Altro dove Daniela Piscini Philippe Léveillé formano un’inossidabile coppia d’oro: il carrello dei formaggi e in gelato alla crema. Per il resto il mondo di Léveillé è in continuo movimento, sempre meno francese nei condimenti e nelle strutture e sempre più mediterraneo, aperto all’Italia. Il bretone si sta scrollando di dosso l’etichetta di chef del burro e lo fa usando sempre di più l’olio. E così le sue preparazioni conoscono una leggerezza mai nota prima. Non che avesse una mano pesante, tutt’altro, solo che uno è un peso massimo e l’altro un peso medio. Ce ne passa.

Arianna Gatti

E sono passate tante cose anche nella brigata di sala e di cucina. A pari qualità, per Léveillé da alcuni anni è più facile assumere una lei piuttosto che un lui. Certo, ci sono suoi colleghi che guai se chiedi loro quante cuoche hanno in cucina. Riducono tutto a una questione di sollevamento pesi. Come se la cucina fosse una palestra per culturisti e non un luogo in cui vengono premiate le idee. E i pesi lasciamoci a chi ha muscoli. E noi ci siamo accodati convinti premiando il sous chef, che è brava e che incidentalmente è pure donna, Arianna Gatti. Lei e tutti e tutte coloro che lavorano con lei, ragazzi e ragazze più facilmente ventenni piuttosto che over 30.

C’è ironia anche nel dare un nome a un piatto, un avvolgerli di leggerezza come per la Fine di un’insalata di pomodori, l’Animella come un capretto al coccio o le Alici nel giardino delle meraviglie. Non c’è mai nel piatto un ingrediente principe e gli altri che gli girano attorno.

 

Dalla stessa guida sono stati premiati altri due marsicani, tra le stelle di Identità Golose anche lo chef e patron di Mammaròssa Franco Franciosi, e il suo più giovane chef Francesco D’Alessandro, proponendo quattro deliziosi stuzzichini che hanno accompagnato l’aperitivo, nella cena di presentazione della Guida Identità Golose a Milano il 9 dicembre scorso, un aperitivo a base di Birra del borgo di Borgorose. Premiati perché, nessuno come loro sa dar valore alla birra nel racconto, nel servizio e anche nel grande lavoro di valorizzazione delle produzioni locali.

L’articolo completo della guida potrete trovarlo qui.

 

FRANCIOSI E D’ALESSANDRO