LA LETTERA DI TANGREDI AI DELEGATI E DELEGATE FIM-CISL

Antonello Tangredi segretario territoriale Fim-Cisl

AVEZZANO – Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta alle delegate e ai delegati della FIM-CISL firmata da Antonello Tangredi

Carissime e Carissimi,
fare la delegata e il delegato della FIM – CISL non è mai stato facile !!
Rappresentare un’Organizzazione che ha sempre rifiutato il populismo e la demagogia, a favore della verità e del pragmatismo, a volte ci ha esposti a critiche e strumentalizzazioni ma, alla fine, ci ha sempre consegnato l’apprezzamento e il riconoscimento delle persone.
Rappresentare le proprie colleghe e i propri colleghi, non è soltanto un onere e un onore ma anche un atto di grande amore: dedicare tempo e fatiche, come state facendo in questi giorni, condividere gioie e lacrime; impegnarsi per migliorare le condizioni e il futuro dei propri compagni di lavoro, contribuire a costruire un Paese più giusto, costa sacrificio e rinunce ma, è anche un grande privilegio.
Sappiamo benissimo che questi sono giorni molto duri per tutti voi che siete il volto migliore della FIM, quello che le persone osservano per cercare speranza; le braccia della nostra Organizzazione alla quale le persone si aggrappano nei momenti di difficoltà e le mani a cui strappare un conforto. Questa è una fase inedita per tutti !
È forse la prima volta che ci sembra di non avere delle risposte alle domande che sono sempre più numerose e incalzanti. Ci sentiamo presi da sconforto e viviamo un sentimento d’ impotenza e inadeguatezza. Sappiate che non è così !
Per noi è fonte di sicurezza, sapere che le fabbriche metalmeccaniche della nostra Marsica sono presidiate da tante delegate e delegati che stanno raccogliendo la rabbia delle persone trasformandola in risposte solidali, utili a trovare le migliori soluzioni a tutela della salute e del lavoro.
Una grande comunità di cultura e solidarietà che anche questa volta sarà in grado di far vincere le persone e il paese intero.
In Abruzzo e nella Marsica la situazione del contagio è ancora sotto controllo ma bisogna tenere alta la guardia, abbiamo pochissimi posti in terapia intensiva, dobbiamo evitare il peggio, rispettando al massimo le disposizioni dei vari DCPM per evitare al massimo la propagazione del contagio.
Tra i lavoratori la paura è tanta, ma la chiusura totale delle imprese può avvenire solo tramite un decreto del Governo, non è nelle nostre disponibilità. Tuttavia possiamo fare la nostra parte e la stiamo facendo BENE.
In tutti i luoghi di lavoro del nostro territorio in cui siamo presenti, grazie al vostro prezioso contributo, abbiamo preteso il rispetto delle misure sanitarie e la riduzione dell’attività̀ lavorativa, chiesto e sottoscritto accordi per lo smart – working dove possibile.
E abbiamo messo in piedi insieme alle aziende, protocolli estremamente rigidi per garantire al massimo la sicurezza e prevenire il contagio.
Sicuramente non basterà, le persone hanno paura e nelle fabbriche sta crescendo l’assenteismo.
Dovremo gestire ancora questa grande emergenza, utilizzando al meglio gli ammortizzatori sociali o gli strumenti previsti dal contratto nazionale: Andiamo avanti !
Ci piace, infine, ricordare due semplici parole che spesso ci dimentichiamo di utilizzare: scusa e grazie.
Scusateci se in questa fase vi sentite stanchi, frustrati, nervosi e impotenti.
Scusateci se in questo momento anche la presenza fisica, tra noi e voi, si è dovuta allentare per cause di forza maggiore.
Vi ringraziamo perché, ancora una volta, vi state occupando degli altri.
Vi ringraziamo perché, ancora una volta, non state lasciando nessuno da solo.

Questa crisi, potente e inedita, dovrà anche essere l’occasione per rigenerare i rapporti tra le persone e per riscoprire la solidarietà, fatta di responsabilità civica, passione civile e impegno etico; quella che mette al centro delle azioni di ognuno di noi, “l’altro”, ricordandoci che ogni nostra scelta ha delle ripercussioni sulle altre persone.
Un fatto di cui occorre tenere conto se abbiamo a cuore il bene comune.
È questo senso di responsabilità che ha dato vita al Sindacato, che lo ha sempre animato e che, oggi, ci consentirà di rilanciare il Paese, ripartendo dai luoghi di lavoro, correndo sulle vostre solide gambe mosse da un cuore generoso”.

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COMUNICATO STAMPA