LA BENEMERITA: L’ITALIA “IN DIVISA” ACCANTO AI DEBOLI IN DIFESA DEI DIRITTI

AVEZZANO – E’ di qualche giorno fa la notizia di un’anziana di Ortona dei Marsi, impossibilitata per l’età e per l’emergenza ad uscire, che ha chiamato i Carabinieri della locale stazione per farsi consegnare dei medicinali di cui aveva necessità. In realtà non si tratta di un caso isolato, ma l’operato del Comandante della Stazione Carabinieri di Ortona e dei suoi militari, nella distribuzione dei beni di prima necessità e di medicinali, nelle varie frazioni del paese, è costante.

Sì, perché i Carabinieri, alla stessa stregua del sindaco, del prete o del farmacista, rappresentano un punto di riferimento indispensabile ed immancabile in ogni comunità, grande o piccola che sia. Figure vicine e al servizio dei cittadini e delle Istituzioni locali.

Il Corpo dei Carabinieri reali venne istituito da Vittorio Emanuele I di Savoia, re di Sardegna, con la legge reale del 13 luglio 1814, durante la Restaurazione della monarchia Sabauda in Piemonte dopo la fine dell’era napoleonica. La sua istituzione significò creare una forza, simile a quella della gendarmeria francese, con uomini a piedi e a cavallo, capace di mantenere il controllo della sicurezza interna dello Stato e dei cittadini, nonché l’ordine pubblico.

Il primo personale fu arruolato tra l’eccellenza dei reparti piemontesi e per questo fu considerata un corpo d’élite. Durante il Risorgimento i Carabinieri reali furono impegnati su diversi fronti e dopo il compimento dell’Unità d’Italia, nel 1861, diventarono “Arma” del Regio Esercito. Nel 1864, in una relazione ufficiale che la Commissione Affari interni della Camera inviò al Governo, per la prima volta, venne usato il termine “Benemerita” per indicare l’Arma dei Carabinieri. Questo appellativo che entrò nell’uso comune, soprattutto grazie alla riconoscenza popolare, accompagna l’Istituzione ancora oggi. I Carabinieri fanno parte dell’Esercito ed hanno una duplice funzione: quella di forza armata e quella di corpo di pubblica sicurezza. Per le due funzioni dipendono, rispettivamente, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e dal Ministero dell’Interno.

Oggi più che mai, unitamente a tutte le altre Forze dell’ordine, l’Arma dei Carabinieri è sempre in prima linea ad affrontare questi giorni così difficili che il nostro Paese sta vivendo. Sono loro che pattugliano le strade dei paesi, instancabilmente, giorno e notte per assicurarsi che tutti i cittadini rimangano in casa secondo le disposizioni del DPCM, perché non avvengano incidenti o si verifichino reati. Ed allo stesso modo collaborano con le Amministrazioni per portare quanto di necessario alla cittadinanza, soprattutto alle fasce più deboli impossibilitate ad uscire di casa, come gli anziani che, a volte, li chiamano semplicemente per avere una parola di conforto o per non sentirsi soli. La loro costante presenza la si evince anche su altri fronti come, ad esempio, nel presidiare gli ospedali o con l’attivazione di catene di solidarietà con raccolte fondi per l’emergenza o di numerose derrate alimentari da distribuire ai cittadini.

Ma neanche loro, purtroppo sono immuni e già si registrano dei caduti o contagiati a causa del Covid-19, Carabinieri che hanno sacrificato la vita mentre svolgevano il loro dovere per proteggere i cittadini della loro Patria, a loro va il nostro più sentito ringraziamento.