LEGGE SUI PASCOLI: I SENATORI PENTASTELLATI E IL GIOCO DELLE PARTI

AVEZZANO – Leggiamo che alcuni Senatori del movimento 5 Stelle hanno rivolto al Governo l’interrogazione per fare luce sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose anche all’interno del territorio abruzzese sul business colossale della cosiddetta “mafia dei pascoli”.

Confagricoltura L’Aquila ringrazia i firmatari dell’interrogazione: Senatore Primo Di Nicola e Senatrice Gabriella Di Girolamo, eletti in Abruzzo per l’interesse mostrato a conoscere “quali iniziative intenda intraprendere il Governo nazionale per effettuare controlli circa il corretto uso dei fondi comunitari e, in caso affermativo, quali siano gli esiti di tali controlli”, tuttavia resta esterrefatta nell’apprendere questa nobile iniziativa dei Senatori abruzzesi che hanno dimenticato che il 5 Giugno, nell’ultimo giorno utile, il loro Governo ha trovato il tempo di riunirsi in un’apposita seduta per impugnare la Legge Regionale n. 9 del 06/04/2020 che, guarda caso, pone un argine molto forte all’azione predatoria di queste società che i senatori stessi ritengono “portatrici di degrado socio economico che alla lunga accelera il progressivo abbandono dei monti dell’Abruzzo”.

Confagricoltura L’Aquila nei giorni scorsi aveva scritto alla Ministra Bellanova per evidenziare la debolezza argomentativa dell’Ufficio legislativo del Ministero delle politiche agricole che sollevava questioni formali quali la non attinenza della norma con le misure straordinarie e urgenti per l’economia connesse all’emergenza epidemiologica e una presunta limitazione di diritti per la natura non transitoria della norma, argomenti ampiamente sconfessati in punto di diritto dall’Ufficio legislativo del Ministro per gli affari europei e dall’Ufficio legislativo del Ministro di Giustizia. Nonostante ciò, la Ministra, ha deciso diversamente in barba a quello che pensano i Senatori del Movimento 5 stelle ed il tentativo di affossare la nostra Legge Regionale per mero calcolo politico fanno chiedere agli allevatori a chi devono rivolgersi per tutelare i loro interessi se anche il loro Ministero si è dimostrato favorevole alla cancellazione di questa sacrosanta norma apprezzata anche da altre regioni con la sola eccezione della Puglia.

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