F1: AUSTRIAN EMOTIONS

Emozioni d’Austria al Gp di apertura della stagione di F1 2020 al Red Bull ring

AVEZZANO – Una gara d’altri tempi quella di apertura della stagione di F1 2020 che ha visto Bottas vincitore del Gran Premio e, imprevedibilmente, un sorprendente Leclerc al secondo posto su Ferrari. Altra sorpresa è venuta da Lando Norris e Carlos Sainz su McLaren, autori di ottimi terzo e quarto posto seguiti da Hamilton penalizzato di 5 secondi per collisione con Albon. Solo 10° Vettel, con l’altra Ferrari, penalizzato da un incidente, a circa metà gara, con Sainz.

Vediamo in sintesi gli entusiasmanti avvenimenti di questo Gp d’Austria.

La griglia di partenza presenta già una novità rispetto alle qualifiche: Hamilton, dalla seconda posizione viene retrocesso in quinta per un errore commesso nelle qualifiche di sabato. Si parte, comunque senza incidenti e le due Mercedes sfrecciano subito avanti come da copione. A seguire abbiamo Verstappen su Red Bull e tutti gli altri in gran battaglia per avanzare di posizione. Le due Ferrari, partite settima e undicesima, rimangono pressappoco in quelle posizioni in attesa degli eventi. Le due Mercedes appaiono subito inarrestabili e Bottas ed Hamilton si rincorrono a colpi di millesimi lasciando il vuoto dietro di loro. Verstappen tenta di stare dietro alle due Frecce nere, ma è costretto alla resa da un problema al volante: gara chiusa per lui e primo colpo di scena. La gara va avanti con la solita danza dei pit-stop, ma c’è poco da fare, le due Mercedes sono inarrivabili. A circa metà gara l’altro colpo di scena viene da Vettel, il quale, nel tentativo di passare Sainz su McLaren, incrocia la sua traiettoria con conseguente collisione tra i due. Nessun danno alle vetture, ma Vettel si gira e perde posizioni.

A questo punto la gara sembra avviata alla conclusione con i due mattatori Mercedes che non mollano un attimo l’acceleratore per andare a vincere.

Sembra fatta, ma il finale gara sembra scritto sui carboni ardenti, infatti prima Magnussen su Haas e poi Russell su Williams provocano due incidenti consecutivi causando l’entrata della Safety Car per la rimozione delle auto incidentate. Come si sa la Safety Car azzera tutti quei vantaggi che si acquisiscono durante la gara e quindi il gruppo si ricompatta con le due Mercedes sempre avanti, terzo Albon su Red Bull e gli altri a seguire. Dopo il rientro della Safety Car, le due Mercedes sembrano non avere lo stesso passo di prima e la gara si infuoca. La Mercedes ha problemi con le temperature al propulsore e i box indicano ai piloti di rallentare altrimenti c’è rischio “kaputt”. Albon non si fa scappare l’occasione facendo vedere di che pasta è fatto; incalza Hamilton, lo punta e alla fine del rettilineo gli rifila una staccata sull’esterno degna di “Senna”. Hamilton non ci sta e a metà curva lo tocca e lo butta fuori senza troppi complimenti (e sono due). Inutile dire che l’episodio va sotto investigazione e il “cannibale” si prende 5 secondi di penalizzazione per l’accaduto. Nel frattempo, in 3^ e 4^ posizione ci sono Norris e Leclerc i quali, saputa la notizia, danno tutto quello che hanno andando a caccia della seconda posizione.

Qui arriva la zampata finale di Leclerc, il quale punta Norris come un felino, gli entra in scia e si inventa una staccata quasi impossibile all’interno curva degna dell’”aviatore” (Villeneuve) prendendosi la terza piazza virtuale con un mezzo meccanico di poco superiore ad un triciclo. A quel punto Bottas taglia il traguardo da vincitore e Leclerc diventa secondo in virtù della penalizzazione ad Hamilton per la “manovraccia” precedente ai danni di Albon. Il risultato finale vede, quindi, Bottas (1), Leclerc(2), Norris(3), Hamilton(4) e Sainz(5) in una gara che sembrava già chiusa in partenza, ma che invece ha riservato spettacolo ed emozioni nei giri finali degni di un GP degli anni 80’ dove colpi di scena e sportellate non mancavano mai.

Che dire dei valori in “campo”?

Le Mercedes sono un palmo avanti come da qualifica, ottime le McLaren con Sainz e Norris e buona prestazione anche dell’Alfa con Giovinazzi (9°). Le Ferrari non hanno avuto voce in capitolo, sembrando due auto in giro turistico alla ricerca dei cavalli perduti. Il motore, infatti, è carente di potenza e velocità e non assolutamente all’altezza di correre per le prime posizioni. Si attendono, quindi, le nuove modifiche per l’Ungheria sperando che la Ferrari non resti ancora un cavallino zoppo.

La prossima gara sarà ancora in Austria il 12 Luglio alle 15,00

Restate sintonizzati.